Vega si avvicina allo spazio

L'Airbus A300 per i voli parabolici dell'ESA
12 Marzo 2007

INTERVISTA 9-2007. L’astrofisico Stephen Hawking, probabilmente il più famoso fisico del mondo, ha annunciato che il 26 aprile proverà l’ebbrezza dell’assenza di gravità partecipando a un volo parabolico a bordo di un Boeing 727-200, che gli è stato offerto da una società privata che lavora nel settore del cosiddetto turismo spaziale. Ma a che punto siamo con il turismo nello spazio?

Il turismo spaziale è come una zanzara che ronza in camera da letto di notte: si sa che è nella stanza ma quando si accende la luce non si trova. Con questo voglio dire che sono ormai diversi anni che si parla di turismo spaziale, ma in effetti si parla di un progetto che è ancora lontano dall’essere realtà.

Il volo a cui si riferisce Hawking non è un volo nello spazio ma un volo parabolico a bordo di un aereo opportunamente modificato, che si alza a 45° fino a una quota di 6-8 mila metri, non è dissimile da quella di un normale aereo di linea. L’ESA, per esempio, utilizza un Airbus A-300. Dopo l’ascesa, l’ Airbus A-300 mette i motori al minimo e si lascia cadere per poco più di 20 secondi. La parabola ascendente e discendente viene ripetuta dalle 20 alle 30 volte, dando luogo a una traiettoria immaginaria simile a montagne russe. Anche gli effetti sono simili, visto che simili aerei sono chiamati “comete del vomito”.

È un metodo che NASA ed ESA utilizzano da anni per ottenere brevi periodi di caduta libera: nel corso della discesa, grazie all’accelerazione di caduta, la forza di gravità viene – almeno approssimativamente – annullata, tanto che all’interno dell’aereo gli scienziati si sentono senza peso. Si tratta, come dicevo, di un metodo molto utilizzato e di costi ridotti. L’ESA ogni anno organizza due campagne di voli parabolici dedicati agli studenti universitari, che attraverso un concorso possono proporre il proprio esperimento “a gravità zero” da effettuare all’interno dell’aereo nel corso della discesa.

Anousheh Ansari on board Soyuz
Anousheh Ansari ha partecipato a pagamento a un volo della Soyuz russa

L’astrofisico inglese, però, ha annunciato che quella di aprile è solo una tappa per il viaggio nello spazio che farà nel 2009, a bordo di una vera navicella spaziale privata. Quanto è semplice da raggiungere lo spazio?

Raggiungere lo spazio non è semplice né scontato, per quanto sia divenuta un’attività quasi routinaria, anche se che ogni anno si assiste a circa 60 lanci dalle varie basi spaziali di tutto il mondo, che corrisponde a circa un lancio alla settimana. Però la gran parte di questi lanci sono senza equipaggio, il che rende molto più accettabile il rischio di un fallimento.

A tutt’oggi esistono soltanto tre navette in grado di portare l’uomo nello spazio e riportarlo sano e salvo sulla Terra – un aspetto quest’ultimo che si tende a dare per scontato ma che scontato non è affatto, visto che la maggior parte degli incidenti che hanno coinvolto astronauti si sono verificati proprio al momento del rientro a Terra. Al momento, dicevo, esistono solo tre navicelle spaziali: gli Shuttle della NASA, le Soyuz russe, e le capsule cinesi Shenzhou che però hanno fatto il loro esordio solo qualche anno fa e che sono ancora in via di sviluppo. Accanto alle agenzie spaziali istituzionali, ci sono molte società, specialmente negli USA, che spingono affinché la costruzione e la commercializzazione delle navette spaziali sia regolata dal mercato e non sia appannaggio solo della NASA.

L’ESA dal canto suo non sta progettando navicelle spaziali con un equipaggio a bordo. Per concludere, personalmente credo che l’annuncio di Hawking sia soprattutto di grande rilievo per tutti i portatori di handicap. Hawking ci fa capire che non dobbiamo smettere né di sognare né di impegnarci quotidianamente affinché i sogni si realizzino. A volte però la realizzazione di un sogno dipende solo parzialmente da noi.

Un'immagine del test dello Zefiro 9

In questo mese si saranno conclusi i test di uno dei motori del nuovo razzo-vetttore europeo, il Vega. Che cosa succederà?

Nei prossimi giorni sarà fatta la seconda prova di accensione statica del motore del terzo stadio di Vega, il piccolo lanciatore che l’ESA sta sviluppando e il cui lancio di qualifica è previsto per il 2008. Lo Zefiro 9 era già stato messo alla prova nel dicembre scorso, quando però non è stato lanciato alla massima velocità di combustione del propellente. Questa volta invece la simulazione sarà molto più completa.

Il motore, che avrà il compito di fornire la propulsione necessaria al terzo stadio del lanciatore, entrerà in funzione circa 3 minuti dopo il lancio, a una quota di circa 50 kilometri, per una durata complessiva di circa 100 secondi. Nel corso delle prove dei prossimi giorni, che si svolgeranno presso l’area test del centro militare interforza di Salto di Quirra in Sardegna, il motore sarà stato fissato a una rampa verticale costruita da Avio per la verifica di funzionamento dei razzi dei lanciatori della famiglia Ariane, e nel corso dell’accensione statica entreranno in funzione oltre 400 sensori: la mole di dati raccolti sarà enorme.

Lo Zefiro 9 è stato sviluppato dalla Avio S.p.A. l’industria italiana responsabile della costruzione di tutti i motori degli stadi di Vega. Ha un’altezza di 3,17 metri e un diametro di 1,92 metri ed è alimentato da ben 10 tonnellate di propellente, che gli permettono di sprigionare una forza sufficiente a sollevare da terra 6 elefanti adulti.

Vega launcher (artist’s impression)
Il disegno di un lancio del Vega

Il progetto Vega è particolarmente interessante anche perché vede fra i maggiori finanziatori di questo settore strategico dell’ESA l’Italia. Che compiti avrà Vega e quale è il ruolo dell’Italia?

L’Italia è uno dei sette paesi membri dell’ESA che finanziano lo sviluppo di Vega. Il nostro Paese contribuisce con il 65% dei finanziamenti. I ritorni in termini industriali sono notevoli, se si considera che il responsabile industriale è la ELV S.p.A., una joit venture tra Avio S.p.A. e Agenzia Spaziale Italiana. Inoltre Avio stessa è responsabile, come ho accennato, dello sviluppo di tutti i motori dei quattro stadi complessivi del lanciatore.

Vega sarà un lanciatore flessibile, ma molto accessibile. Metterà in orbita satelliti di massa inferiore alle 1500 kg, riempiendo una fetta di mercato nel quale i lanci che dominano sono decisamente più costosi di quanto non dovrebbe risultare Vega. Inoltre trarrà vantaggio anche dalla base di lancio di Kourou, che per la sua vicinanza all’equatore è un ottimo sito per raggiungere tutti i tipi di orbita. Ci aspettiamo che Vega possa essere utilizzato sia da piccoli satelliti scientifici, anche condotti da singole università o da una rete di università, ma anche da piccole imprese, che si potranno permettere di affrontare i costi di lancio ridotti a cui si è puntato con questo programma.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

I giornalisti della Rai, Lorenzo di Las Plassas, Stefano Masi, Marco Dedola si alternano nel discutere con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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