Asteroide Lutetia: una cartolina dallo spazio col fondamentale contributo dell'INAF

28 Ottobre 2011

La sonda Rosetta dell'ESA ha rivelato che l'asteroide Lutetia è un corpo primitivo, sopravvissuto mentre i pianeti del nostro Sistema Solare si formavano. I risultati del volo ravvicinato di Rosetta suggeriscono inoltre che questo "piccolo mondo" abbia cercato di formare un cuore di metallo.

Durante l'incontro, gli scienziati avevano gia ipotizzato che Lutetia potesse essere un vecchio, un primitivo "mondo antico". Ora ne sono più che certi. Le immagini prese dalla fotocamera OSIRIS rivelano che parti della superficie di Lutetia hanno almeno 3.6 miliardi di anni. Altre parti sono giovani per gli standard astronomici, hanno circa 50-80 milioni di anni.

Gli astronomi stimano l'età dei pianeti, delle lune e degli asteroidi senza aria contando il numero dei crateri. Ogni depressione dalla forma di una palla da bowling è stata creata da un impatto. Più è vecchia la superficie, maggiori sono gli impatti che essa ha accumulato. Alcune zone di Lutetia presentano molti crateri, dando dunque prova che è molto vecchio.

D'altra parte, le zone più giovani di Lutetia sono composte da frane, probabilmente scatenate dalle vibrazioni di impatti vicini e particolarmente stridenti. I detriti risultanti da questi numerosi impatti si trovano ora sulla superficie nella forma di uno strato di roccia polverizzata di un chilometro di spessore.

Sparsi sulla superficie ci sono anche grandi macigni: alcuni del diametro di 300-400m, o circa la metà di Ayers Rock, in Australia. Alcuni impatti devono essere stati così forti che hanno spezzato intere sezioni di Lutetia, scolpendolo gradualmente nell'informe rovina che conosciamo oggi.

"Non crediamo che Lutetia sia nata con questo aspetto", dice Holger Sierks del Max_Planck Institut für Sonnensystemforschung, Lindau, in Germania. "Probabilmente era tondo quando si è formato".

Lo spettrometro VIRTIS montato a bordo di Rosetta ha scoperto che la composizione di Lutetia è sorprendentemente uniforme attraverso tutte le regioni osservate.

Considerevole il contributo italiano nella missione Rosetta, con INAF, ASI e Università di Padova in testa.

I due strumenti di Rosetta coinvolti sono, infatti :

1) Lo spettrometro VIRTIS (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer), ideato dall'INAF e realizzato dalla Galileo Avionica grazie a un finanziamento dell'Agenzia Spaziale Italiana, ha raccolto informazioni molto accurate sulle caratteristiche della superficie di questo corpo celeste. I risultati di queste osservazioni sono pubblicati in uno dei tre articoli pubblicati sul numero odierno di Science e il cui primo autore è Angioletta Coradini, ricercatrice INAF e planetologa di fama internazionale recentemente scomparsa. "I dati provenienti da VIRTIS dimostrano come la superficie di Lutetia sia estremamente uniforme dal punto di vista della sua composizione e abbia mantenuto le caratteristiche di una crosta primordiale, ovvero formata da materiali assimilabili a meteoriti primitive, come condriti carbonacee ed enstatitiche" dice Fabrizio Capaccioni, dell'INAF-IFSI di Roma, coautore dell'articolo e Principal Investigator di VIRTIS.

2) OSIRIS, il cui hardware è stato fornito dal team del Centro Interdipartimentale Studi e Attività Spaziali (CISAS) "G. Colombo", "Sono numerosi i risultati e le sorprese che abbiamo trovato su Lutetia" commenta Cesare Barbieri del Dipartimento di Astronomia e del CISAS, Università di Padova, lead scientist italiano di OSIRIS. "Siamo rimasti colpiti dal vedere come vi siano massi appoggiati sulla superficie, quando ci si attendeva che fosse un unico blocco compatto. Un'altra caratteristica è la sua elevata densità, pari a 3,4 grammi per centimetro cubo, la più elevata tra tutte quelle finora misurate per un asteroide."

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