Due nuovi satelliti ESA messi in orbita con successo

SMOS and Proba-2 liftoff
2 Novembre 2009

ESA PR 28-2009. Il secondo satellite della serie Earth Explorer dell’ESA, la missione Soil Moisture and Ocean Salinity (SMOS), e il secondo satellite dimostrativo dell'ESA Proba-2 (Project for Onboard Autonomy) sono stati lanciati in orbita la scorsa notte dalla Russia settentrionale.

SMOS svolgerà un ruolo importante nel controllo del cambiamento climatico su scala globale. È infatti il primo satellite in assoluto progettato per produrre una mappatura su scala globale della salinità della superficie marina e dell’umidità del suolo. È dotato di un radiometro interferometrico esclusivo che consentirà l’osservazione passiva del ciclo dell’acqua tra gli oceani, l’atmosfera e la terra.

In viaggio con SMOS, Proba 2 è il seguito del satellite di grande successo Proba 1 lanciato nel 2001. Proba 2 eseguirà test di 17 tecnologie satellitari avanzate, come i sensori miniaturizzati per le future sonde spaziali dell’ESA ed una videocamera CCD altamente sofisticata con vista a grandangolo di circa 120 gradi; inoltre porterà a bordo una serie di quattro strumenti scientifici per l’osservazione del Sole e per lo studio dell'ambiente del plasma in orbita.

Due satelliti in due orbite

I satelliti sono stati lanciati a bordo del razzo vettore Rockot fornito da Eurockot GmbH. Il lancio dal Cosmodromo di Plesetsk nel nord della Russia è avvenuto alle 01:50 UTC (02:50 CET) di lunedì 2 novembre. Circa 70 minuti dopo il lancio, è avvenuto con successo il distacco di SMOS dallo stadio superiore Breeze-KM del Rockot. Poco dopo è stata acquisita la telemetria iniziale del satellite dalla stazione di terra Hartebeesthoek, nei pressi di Johannesburg, in Sudafrica Lo stadio superiore ha eseguito altre manovre per giungere ad un’orbita leggermente più bassa e dopo circa 3 ore di volo ha rilasciato anche Proba-2 .

SMOS separation from Breeze

Entrambi i satelliti stanno girando intorno alla Terra nelle loro rispettive orbite eliosincrone, ad una altitudine di circa 760 km nel caso di SMOS e di 725 km in quello di Proba-2. Il centro di controllo di missione Proteus operato dal Centre National d’Etudes Spatiales (CNES) di Tolosa, in Francia, controlla SMOS per conto dell’ESA, mentre il centro di controllo del Proba, presso la tracking station dell’ESA di Redu, in Belgio, si occupa ora di Proba-2.

Le operazioni preliminari di collaudo in orbita dei satelliti, necessarie prima dell’avviamento delle operazioni, sono già cominciate. Proba-2 dovrebbe raggiungere lo stato operativo in un periodo di due mesi. Il carico utile altamente innovativo a bordo di SMOS richiederà invece un tempo più lungo di verifica e calibrazione e il veicolo spaziale sarà completamente operativo entro circa sei mesi.

“Siamo estremamente soddisfatti del doppio colpo fortunato che assicurerà all’Europa nuovi mezzi per comprendere meglio il nostro pianeta e il cambiamento climatico, nonchè dei nuovi progressi tecnologici che incrementeranno la competitività dell’industria europea sul mercato mondiale, contribuendo con successo all’economia globale” ha dichiarato Jean-Jacques Dordain, Direttore generale dell’ESA, assistendo al lancio da Plesetsk.

Alla ricerca degli scambi di acqua

SMOS measurement principle

SMOS è un satellite di circa 658 kg sviluppato dall’ESA in collaborazione con il centro francese CNES e lo spagnolo CDTI (Centro para el Desarrollo Tecnológico Industrial). È basato sulla piccola piattaforma Proteus progettata e costruita dalla Thales Alenia Space e il suo carico utile è composto da un unico strumento, il MIRAS (Microwave Imaging Radiometer using Aperture Synthesis), sviluppato dalla EADS CASA Espacio.

Il MIRAS è un interferometro dotato di 69 ricevitori tra logo collegati e montati sui tre bracci dispiegabli, che misurano la temperatura del riflesso della superficie terrestre nella gamma di frequenza delle microonde. Questa temperatura è collegata sia alla temperatura effettiva della superficie che alle sue caratteristiche conduttive, che riportano a loro volta all’umidità del suolo per la superficie di terra, e alla salinità dell’acqua per la superficie marina.

“I dati raccolti da SMOS completeranno le misurazioni già eseguite a terra e in mare per controllare su scala globale lo scambio acqueo. Considerato che questi scambi, molti dei quali avvengono in aree remote, influiscono direttamente sul tempo atmosferico, essi sono molto importanti per i meteorologi” ha dichiarato Volker Liebig, Direttore dei Programmi di osservazione della terra dell’ESA . “Inoltre, la salinità è uno degli elementi responsabili della Thermohaline Circulation, l’ampia rete di correnti che governano gli scambi termici oceanici su scala globale e la sua osservazione è attesa da lungo tempo dai climatologi, per la previsione degli effetti a lungo termine dell’attuale cambio climatico,” ha aggiunto Liebig, che ha assistito al lancio dal Cosmodromo di Plesetsk.

SMOS è il secondo satellite lanciato con il programma Earth Explorer condotto dall’ESA per promuovere l’acquisizione di nuovi dati ambientali per la comunità scientifica. Segue il satellite GOCE (Gravity and steady-state Ocean Circulation Explorer) lanciato anch’esso da un Rockot nel mese di marzo 2009. Altri Earth Explorer sono già in fase di preparazione. Cryosat-2, il cui lancio è previsto per il mese di febbraio 2010, misurerà lo spessore dei ghiacci. Sarà seguito nel 2011 dall’ADM-Aeolus, che studierà la dinamica atmosferica, e dalla missione Swarm che controllerà l’indebolimento del campo magnetico terrestre, nonché dalla missione EarthCARE, nel 2013, che studierà nubi e aerosol.

Tecnologie per il domani

Proba-2
Proba-2

Con una massa di lancio di 135 kg, Proba 2 è un satellite molto più piccolo, “ma come il suo predecessore Proba 1, avrà il compito di dimostrare una gamma molto ampia di tecnologie destinate sia a sistemi satellitari futuri sia a strumentazioni spaziali scientifiche. Tra queste, un modello dimostrativo di startracker miniaturizzato sviluppato per la missione BepiColombo dell’ESA su Mercurio e la futura sonda Solar Orbiter,” ha dichiarato da Plesetsk Michel Courtois, Direttore del Technology and Quality Management dell’ESA.

Tra le altre tecnologie che saranno dimostrate sono inclusi un sensore solare digitale, una videocamera miniaturizzata a grandangolo, sensori in fibra, un magnetometro di alta precisione, un ricevitore spaziale GPS a doppia frequenza, un propulsore resistogetto alimentato a xenon, un generatore a gas freddo e molto altro.

Proba 2 ha inoltre a bordo due strumenti di fisica solare di progettazione belga e due esperimenti di fisica del plasma della Repubblica Ceca.

Altre due missioni Proba sono già in fase di progettazione e di sviluppo: Proba V che trasporterà un sensore multispettrale per monitorare la copertura della vegetazione e Proba 3 che studierà il volo in formazione.

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