Espresso Per Marte: Inizia l'avventura europea sul Pianeta Rosso

L'Orbiter di Mars Express
2 Giugno 2003

E’ stata lanciata oggi con successo da Baikonur una delle più eccitanti missioni spaziali degli ultimi anni: Mars Express ha finalmente fatto il grande balzo che lo porterà in dicembre in orbita intorno al Pianeta Rosso e contemporaneamente giù sul suolo marziano, alla ricerca di tracce di acqua e di vita.

L’attenzione dell’umanità è ancora un volta concentrata su Marte, in una saga che continua fin dall’ultimo scorcio dell’Ottocento, quando la febbre dei canali inaugurata da Lowell e Schiapparelli ne fece il soggetto di una infinita querelle sulla presenza di vita aliena. L’immagine del pianeta rosso è da allora cambiata enormemente, ma alcuni temi come la possibilità di identificare microrganismi indigeni, la potenziale “abitabilità” per l’uomo e la ricerca di acqua, stavolta nel sottosuolo, si ripresentano ciclicamente e vengono ora affrontati con un rinnovato sforzo scientifico e tecnologico. Uno sforzo che vede per la prima volta l’Europa come protagonista indiscussa grazie al grande lavoro strategico dell’ESA, alla collaborazione di una comunità scientifica di assoluto primo piano e all’impegno industriale di ben 25 imprese dislocate nei 15 paesi membri.

Mars Express, il frutto di questa efficace e vasta collaborazione, è una missione ambiziosa e dotata di una grande varietà di strumenti collocati a bordo di due moduli, un orbiter e un lander. I suoi obiettivi scientifici sono in linea con i quattro grandi temi identificati dal Comitato Internazionale MEPAG (Mars Exploration Program Analysis Group): a) la ricerca di tracce di vita organica nel passato e nel presente del pianeta, b) lo studio dell’atmosfera e dell’evoluzione climatologica, c) l’indagine geologica della superficie e del sottosuolo e, infine, d) la preparazione all’esplorazione umana. Gli ultimi tre punti sono affrontati con molteplicità di approcci dal carico scientifico a bordo dell’orbiter, mentre il lander Beagle-2, così chiamato in omaggio al celebre brigantino britannico su cui Darwin navigò intorno al mondo, si occuperà della tematica più strettamente biologica.

Il lanciatore Soyuz con il logo di Mars Express

Tra le novita’ di rilievo dal punto di vista strumentale vanno menzionati in particolare l’altimetro radar per il sottosuolo MARSIS, in grado di individuare sedimenti e strati di ghiaccio sotterranei con copertura globale e risoluzione di 3 o 4 km, la stereocamera HRSC che mappera’ l’intero pianeta alla risoluzione record di 10 m (e 2 m. in aree selezionate) e PFS, SPICAM e ASPERA, spettrometri o analizzatori atomici incaricati di studiare in grande dettaglio l’atmosfera e il suo ruolo nei processi di erosione della superficie. Ugualmente innovativi gli esperimenti a bordo del Beagle, tra cui la “Talpa” (Mole), che penetrera’ nel sottosuolo fino a 1.5 m collezionando preziosi campioni di terreno, e il gascromatografo, che analizzera’ i composti organici del carbonio nel sito di atterraggio. Un tipo di indagine, quella supportata dal lander, nella tradizione di quelle storiche del Viking, ma enormemente piu’ sofisticata e dotata di accresciuta sensibilita’ quantitativa grazie alla tecnologia di nuova generazione. Con la speranza di progressi concreti nell’analisi chimico-biologica del suolo marziano che non ripercorrano le vicende tortuose e le infinite diatribe delle missioni americane del passato e della controversa analisi della celeberrima meteorite ALH84001, con i suoi presunti microfossili alieni.

La missione ESA, lanciata oggi con vettore Soyuz da Baikonur in Kazakhistan, arrivera’ sul pianeta rosso a fine dicembre, con l’orbiter che effettuera’ le sue operazioni durante almeno un intero anno marziano (687 giorni). Contestualmente il Beagle entrera’ in atmosfera e atterrera’ in una regione della Isidis Planitia, sito particolarmente promettente perche’ sospettato di avere ospitato un’ingente quantita’ di acqua in tempi relativamente recenti. Qui svolgera’ le sue attivita’ di analisi, comunicando per 180 giorni dati all’orbiter, che a sua volta li inviera’ ad ESOC, Darmstadt, attraverso la Stazione di terra di New Norcia, in Australia.

29 May 2003 - Soyuz launcher is moved into the upright position
Il lanciatore Soyuz sulla rampa di lancio

Mars Express inaugura una nuova strategia di partnership industriale e di pianificazione tecnologica che ha consentito una enorme riduzione di spesa, pur mantenendo altissimi standard di sicurezza e strumentazione state-of-the-art. Il costo totale e’ di circa 300 milioni di euro, un budget estremamente limitato per una missione su Marte di profilo tanto elevato. Alcuni degli strumenti verranno inoltre utilizzati anche per missioni successive, come Venus Express, nell’ottica di una razionalizzazione e ottimizzazione degli investimenti.

Il contributo svizzero e’ rilevante: la Contraves ha assemblato a Zurigo le strutture principali, il vero e proprio “scheletro” della navicella; il monitor di bordo per le radiazioni spaziali e’ stato sviluppato e costruito dalla stessa industria in collaborazione con il Paul Scherrer Institute; le microcamere stereo e parte del microscopio del Beagle 2 sono stati realizzati dalla Space-X di Neuchatel, sotto la supervisione di Jean Luc Josset; Karl Föllmi dell’Universita’ di Neuchâtel e’ Co-Investigator di MARSIS e l’International Space Science Institute (ISSI) di Berna partecipa attivamente al versante scientifico della missione. Il pubblico svizzero e’ stato ampiamente coinvolto dall’ESA: eventi in occasione del lancio si sono svolti proprio all’ISSI di Berna e a Neuchatel in collaborazione con la Space-X, dove la grande Hall del Museo di Storia Naturale ha ospitato studenti, scienziati e giornalisti che hanno seguito insieme col fiato sospeso le fasi del lancio.

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