Il WWF Italia mappa i “punti caldi” delle città con UrbEx

Le aree di nuova urbanizzazione a Roma tra il 1995 e il 2000
19 Maggio 2003

Il WWF Italia tiene sotto controllo l’urbanizzazione delle coste italiane per scoprirne i “punti caldi” a sviluppo selvaggio, grazie a un programma dell’ESA che offre nuove applicazioni dei dati spaziali.

Il WWF Italia ha lavorato con l’ESA come parte del progetto Urban Expansion (UrbEx) dell’Agenzia per fornire un innovativo servizio di informazione che monitora la perdita delle aree naturali a causa dello sviluppo urbano. L’obiettivo del progetto è dimostrare la capacità di osservare la crescita delle infrastrutture urbane grazie ai dati di Osservazione della Terra. Inoltre, si vuole includere lo sviluppo di un database di immagini e di strumenti di analisi per valutare la crescita dell’urbanizzazione e il suo impatto sulle risorse naturali.

Sotto l’egida dell’ESA, l’italiana ACS (Advanced Computer Systems) ha sviluppato il sofisticato servizio di mappatura per il WWF Italia che permette all’organizzazione di identificare le aree che potrebbero esser state selvaggiamente sviluppate o sottoposte ad altri tipi di stress ambientale: i cosiddetti “punti caldi”.

Una volta identificato un potenziale problema, il WWF può verificarne l’esatta natura e, se necessario, può lanciare una campagna di sensibilizzazione.

“Siamo interessati a monitorare le aree costiere per cercare cose del tipo costruzioni abusive, nuove strade non previste, arbitrarie espansioni di porti e costruzioni turistiche, degradazione della vegetazione naturale nelle terre umide o nelle dune, e l’inquinamento delle acque dovuto a discariche industriali e civili”, ha spiegato Andrea Masullo che per il WWF Italia si occupa di energia, clima ed inquinamento. “Vorremmo identificare quei “punti caldi” e correre ai rimedi prima che sia troppo tardi per fare qualcosa dal punto di vista dell’impatto ambientale”.

Il servizio UrbEx, basato su Internet, permette al WWF Italia di accedere alle mappe con i differenti tipi di analisi del suolo che coprono differenti aree geografiche. Sviluppato da ESA e ACS dopo un profondo processo di valutazione dei requisiti richiesti, il servizio permette di coprire un’area di 200mila km quadrati, o circa i due terzi della superficie terrestre italiana.

La più importante applicazione consente di identificare le aree costiere potenzialmente a rischio per poterle monitorare con attenzione. I cambiamenti sul terreno si evincono dal raffronto tra immagini prese dai satelliti dell’ESA e da altri satelliti nel 1994-1995 e quelle acquisite più di recente.

ACS sta attualmente preparando un’analisi di mercato e sta cercando altri potenziali utenti per UrbEx, secondo quanto ci dice Ferdinando Iavarone, project manager del progetto UrbEx di ACS.

“ACS sta lavorando sulla possibilità di offrire un servizio commerciale” ha confermato Iavarone.

Secondo ACS i potenziali utenti di UrbEx possono essere:

  • organizzazioni simili al WWF interessate nella preservazione dei paesaggi naturali
  • autorità governative a livello locale, nazionale ed europeo
  • agenzie statistiche che lavorano con dati di censimenti agricoli/urbani
  • compagnie di comunicazione mobile per l’allocazione delle antenne e studi di lunghezza di banda
  • compagnie commerciali geografiche

Il progetto UrbEx fa parte del DUP (Data User Programme) dell’ESA, che punta trovare applicazioni operative innovative dei dati di Osservazione della Terra per risolvere problemi ambientali e altro.

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