La gestione della conoscenza dai dati di Osservazione della Terra

La scia di petrolia davanti alla Galizia
4 Dicembre 2002

Cosa hanno in comune la scia di petrolio della petroliera Prestige al largo delle coste atlantiche della Spagna e l’alluvione del Mozambico nel 2000? Per entrambi sono state prese immagini satellitari, eppure sono eventi diversi, osservati con diversi strumenti a bordo di diversi satelliti e acquisiti in diverse missioni.

L’unico filo conduttore è costituito dal patrimonio di conoscenze che tecnici e scienziati sono costretti ad accumulare ed esplorare per poter effettuare l’estrazione dell’informazione dall’immagine e per poter stabilire raporti di causa ed effetto, partendo da dati così complessi e diversificati. Per tutte le immagini e quindi gli eventi esistono problemi simili nella ricerca, gestione e interpretazione dei dati.

Sulle metodologie di estrazione delle informazioni e gestione della conoscenza per i dati di telerilevamento si terrà a Frascati nelle giornate del 5 e 6 dicembre prossimi, presso ESRIN, lo stabilimento italiano dell’ESA, un seminario organizzato dal dipartimento di Osservazione della Terra di ESA e dall’EUSC, l’European Union Satellite Centre, che ha sede vicino Madrid in Spagna.

Il processo manuale di “estrazione” delle informazioni dalle immagini è troppo complesso e costoso per poter essere applicato sistematicamente a ogni nuova acquisizione e per poter estrarre informazioni dagli archivi di telerilevamento. Ciò limita fortemente le possibilità di sfruttare appieno la gran mole di dati di telerilevamento potenzialmente disponibili, specie per le missioni future che prevedono costellazioni di satelliti. La richiesta di nuovi servizi per un monitoraggio sempre più puntuale dell’ambiente e la necessità di contribuire alla prevenzione di catastrofi e alla mitigazione dei disastri richiedono una disponibilità via via maggiore di dati, da cui però vanno estratte solo le informazioni e le conoscenze essenziali.

Flooding - Mozambique 2000
L'alluvione del Mozambico

Anche un solo satellite come Envisat, che ESA ha messo in orbita lo scorso 1 marzo, fornisce 400 Terabytes di dati ogni anno. A questo fine occorre studiare tutte quelle metodologie utili a rendere disponibili le informazioni, piuttosto che i dati. I risultati di un’attività di ricerca e sviluppo che ormai dura da quasi 10 anni, permetteranno l’accesso alle informazioni tramite un nuovo sistema di analisi, estrazione e catalogazione dei contenuti delle immagini, piuttosto che al tradizionale accesso spazio-temporale alle immagini considerate come dati grezzi. Le attività di Osservazione della Terra, in particolare, necessitano di questo tipo di accesso “ragionato” ai dati e conforme a numerosi parametri, per poter anche elaborare relazioni di causa effetto tra i fenomeni osservati.

L’ambizione del seminario è quella di fare il punto anche sulle attività di ricerca relative alla gestione della conoscenza. Punto questo particolarmente delicato e difficile, perché la conoscenza (a differenza dall’informazione che può essere estratta in modo più o meno automatico e asettico dai dati) coinvolge direttamente l’“essere umano”, la sua capacità di organizzare l’informazione e di collegare causa ed effetto in situazioni estremamente diverse tra loro, in definitiva di ragionare e di apprendere. Le varie missioni proprie dei progetti di Osservazione della Terra hanno infatti diverse finalità: monitoraggio globale, studio dei cambiamenti, gestione dei disastri naturali, ecc per le quali sono necessarie analisi tanto rapide quanto vaste.

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