La sonda Cassini-Huygens in orbita attorno al pianeta degli anelli

Cassini-Huygens è entrata con successo in orbita attorno a Saturno
1 Luglio 2004

ESA PR 36-2004. Dopo un viaggio di sette anni all'interno del Sistema Solare, la scorsa notte Cassini-Huygens, la sonda protagonista della missione congiunta NASA/ESA/ASI, è entrata con successo nell'orbita di Saturno.

La sonda orbitale Cassini è ora pronta a cominciare una propria missione lunga quattro anni nell’esplorazione del pianeta e dei suoi satelliti, mentre la sonda Huygens verrà preparata per il suo prossimo importante traguardo: il viaggio verso la più grande luna del pianeta, Titano, a dicembre.

“Questa missione mostraal meglio i traguardi resi possibili dalla cooperazione fra agenzie spaziali”, ha dichiarato il Direttore dei programmi scientifici dell'ESA, il prof. David Southwood, dopo aver ricevuto la conferma dell'inserimento in orbita. “Ben poche missioni spaziali hanno suscitato l'interesse di una platea così importante di scienziati eappassionati di tutto il mondo. Congratulazioni ai team che hanno reso possibile questo successo e a tutti i partecipanti del programma, che saranno davvero molto impegnati nei prossimi anni.”

L'inserimento nell'orbita di Saturno è stata l'ultima e più difficile manovra eseguita dal veicolo spaziale per raggiungere la propria orbita operativa. Se la manovra non fosse riuscita, la sonda avrebbe superato Saturno e si sarebbe persa nello spazio interplanetario.

Launch of Cassini-Huygens
Il lancio di Cassini-Huygens

La missione Cassini-Huygens è stata lanciata da Cape Canaveral, in Florida, il 15 ottobre 1997, grazie al vettore Titan 4B/Centaur, il più potente veicolo di lancio non riutilizzabile di cui la NASA disponeva al momento. Per raggiungere Saturno la sonda ha dovuto eseguire una serie di manovre a effetto fionda attorno a Venere (aprile 1998 e giugno 1999), alla Terra (agosto 1999) e a Giove (dicembre 2000).

La scorsa notte, la sonda Cassini-Huygens si è avvicinata a Saturno da una posizione inferiore al piano degli anelli. Usando il disco della sua antenna principale come scudo per proteggere il proprio corpo, piuttosto fragile, da possibili impatti con polveri, ha attraversato il piano degli anelli alle 02:03 UT, a circa 158.500 kilometri dal centro di Saturno, nel varco che separa l'anello F dall'anello G. Circa 25 minuti dopo, alle 02:36 UT, la sonda ha acceso uno dei due propulsori principali per la manovra di ingresso in orbita, della durata di 96 minuti. Il segnale che ha confermato questa accensione ha impiegato 84 minuti per raggiungere la Terra, a circa 1,5 miliardi di kilometri da Saturno.

L'accensione non ha dato problemi e ha ridotto la velocità relativa di Cassini-Huygens mentre la sonda passava a soli 19.000 kilometri dallo strato superiore di nubi del pianeta. Dopo il completamento della manovra di inserimento, la sonda è stata orientata dapprima verso la Terra per confermare il successo della manovra e quindi verso gli anelli di Saturno per ottenere immagini ravvicinate durante il passaggio a poche migliaia di chilometri da questi ultimi. Si è trattato di una opportunità unica per tentare di individuare componenti individuali della fascia, dato che il programma di Cassini non prevede altri passaggi così ravvicinati alla zona degli anelli. Gli strumenti della sonda orbitale hanno inoltre sfruttato il vantaggio di essere prossimi al pianeta per effettuare uno studio approfondito della sua atmosfera e del suo ambiente.

Un secondo attraversamento degli anelli si è poi verificato alle 05:50 UT.

Saturnian system
Il sistema saturniano

La sonda è in perfette condizioni ed è pronta a iniziare il programma scientifico all'interno del sistema saturniano, che prevede almeno 76 orbite attorno al pianeta e 52 incontri ravvicinati con sette dei 31 satelliti noti. In effetti, il programma è cominciato prima dell'inserimento, con un passaggio ravvicinato su un ottavo satellite, Phoebe, avvenuto l'11 giugno. L'obiettivo primario di Cassini-Huygens sarà la più grande di queste lune, Titano, con un primo passaggio a 1200 chilometri di altitudine il giorno 26 ottobre di quest’anno.

Durante i prossimi mesi, gli scienziati dell'ESA si prepareranno per l'entrata in azione del loro contributo principale alla missione, la sonda Huygens, che verrà sganciata da Cassini il 25 dicembre per entrare nell'atmosfera di Titano nel gennaio del 2005. Realizzata per l'ESA da un gruppo di aziende guidato da Alcatel Space, questa sonda di 320 chilogrammi trasporta sei strumenti scientifici incaricati di analizzare e rilevare le caratteristiche e le dinamiche dell'atmosfera durante la discesa. Se la sonda riuscirà a sopravvivere all'impatto con la superficie, si procederà anche ad analizzare le proprietà fisiche dell'ambiente circostante.

Di dimensioni superiori a quelle di Mercurio, Titano presenta un'atmosfera nebulosa ricca di azoto che contiene composti basati sul carbonio. Dal punto di vista chimico Titano sembra alla Terra primordiale, sebbene più freddo (-180°C) e privo di acqua liquida. I risultati in situ di Huygens, combinati con le osservazioni globali derivanti dai passaggi su Titano della sonda orbitale Cassini, dovrebbero aiutarci a comprendere l'evoluzione dell'atmosfera primordiale del pianeta Terra e fornirci importanti indizi sui meccanismi che hanno portato alla comparsa della vita sul nostro pianeta.

La sonda orbitale Cassini, la più grande e complessa sonda per lo spazio profondo mai realizzata, trasporta 12 strumenti scientifici sviluppati da team statunitensi einternazionali per condurre studi approfonditi di Saturno, Titano, dei satelliti ghiacciati, del sistema di anelli e dell'ambiente magnetosferico. Due degli strumenti della sonda orbitale sono stati realizzati in Europa.

Huygens on Titan
Huygens atterra su Titano

“Sono trascorsi più di vent'anni da quando le missioni Pioneer 11 e Voyager ci hanno offerto un primo e fugace sguardo di Saturno, nel corso del loro attraversamento di questo sistema complesso, durato pochi giorni”, ha spiegato il dott. Southwood, che è il principale responsabile del magnetometro di Cassini. “Ora, grazie a Cassini, abbiamo la possibilità di rimanere in orbita, esplorare e investigare. Huygens, invece, ci permette di andare ancora più a fondo e lontano: non si tratta di un semplice tuffo in un'atmosfera extraterrestre ma anche di un viaggio nel passato, molti milioni di anni fa, per investigare uno dei più grandi e antichi segreti dell'universo: l'origine della vita.”

La missione Cassini-Huygens è una cooperazione tra NASA, ESA e ASI, l'agenzia spaziale italiana. Il Jet Propulsion Laboratory (JPL), una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, gestisce la missione per conto del NASA Office of Space Science di Washington.

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