Le mappe degli incendi terrestri sono ora disponibili on-line in tempo quasi reale

24 Maggio 2006

Negli ultimi dieci anni i satelliti dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) hanno sistematicamente identificato gli incendi divampati sulla superficie terrestre. Questi dati hanno consentito di generare mappe planetarie degli incendi, che sono ora disponibili on-line in tempo quasi reale grazie all'ATSR World Fire Atlas dell'ESA.

L'ATSR World Fire Atlas (WFA) – il primo atlante degli incendi terrestri basato su una serie pluriennale di osservazioni – fornisce i dati circa 6 ore dopo la loro acquisizione e rappresenta un'importante risorsa scientifica dato il ruolo di primo piano giocato dagli incendi nelle modifiche ambientali.

“L'atlante è una risorsa eccezionale che fornisce una visione del mondo che fino a ora era stata impossibile da possedere e che sicuramente aiuterà gli ecologi a rispondere a quesiti vecchi e nuovi sul ruolo degli incendi nel plasmare il mondo della Natura,” ha affermato Matt Fitzpatrick del Dipartimento di Ecologia e biologia evolutiva dell'Università del Tennessee.

Ogni anno bruciano più di 50 milioni di ettari di foreste e l'impatto sull'inquinamento atmosferico a livello planetario è significativo, poiché la combustione delle biomasse contribuisce all'aumento globale dei gas responsabili dell'effetto serra, come l'anidride carbonica. Negli ultimi dieci anni i ricercatori hanno capito l'importanza di monitorare questo ciclo, tanto che i dati del WFA vengono oggi usati soprattutto negli studi atmosferici.

Le misure quantitative legate a un incendio sono importanti per lo studio sistematico dei cambiamenti climatici. Nel 1998, ad esempio, El Niño alimentò gli incendi nella regione del Borneo portando a un'emissione di ben 2,5 miliardi di tonnellate di carbonio nell'atmosfera, equivalenti all'emissione totale di carbonio dell'Europa in quell'anno.

L'atlante WFA annovera più di 200 utenti registrati. I suoi dati vengono usati in Europa, Asia, Nord America, Sud America, Africa e Australia per la ricerca sulla chimica atmosferica, il cambiamento dell'uso del suolo, l'ecologia dei cambiamenti globali, la prevenzione e la gestione degli incendi e la meteorologia.

Tra gli utenti che hanno attinto ai dati del WFA per pubblicazioni di ricerca vi sono l'Università di Harvard, l'Università di Toronto, il National Centre for Atmosphere e la NASA. Ad oggi, le pubblicazioni scientifiche basate sui dati del WFA sono più di 100.

Oltre alle mappe, vengono fornite anche informazioni quali l'ora, la data, la longitudine e la latitudine degli incendi. La banca dati copre il periodo compreso tra il 1995 e oggi, ma le analisi annuali complete iniziano a partire dal 1997.

I dati del WFA si basano sui risultati dell'ATSR (Along Track Scanning Radiometer - Radiometro per scansione lungo linee) a bordo del satellite ERS-2 dell'ESA, lanciato nel 1995, e dell'AATSR (Advanced Along Track Scanning Radiometer - Radiometro avanzato per scansione lungo linee) a bordo del satellite Envisat dell'ESA, lanciato nel 2002.

Questi due sensori radiometrici sono come termometri sospesi nella volta celeste che, misurando le radiazioni termiche nell’infrarosso, rilevano la temperatura delle terre emerse del pianeta. Gli incendi vengono rilevati meglio durante la notte, quando il suolo circostante è più fresco. Le temperature che superano i 38,85 ºC vengono classificate come incendi attivi dai radiometri ATSR/AATSR, che sono in grado di rilevare persino le emissioni di gas combusto di piccola entità ma estremamente calde dei siti industriali.

L'atlante WFA è un progetto interno e del DUP (Programma Utilizzatori Dati).

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