Nuna II batte tutti i record del World Solar Challenge!

24 Ottobre 2003

ESA PR 69-2003. Nuna II, l’auto olandese a energia solare, sfruttando la tecnologia spaziale dell’ESA, ha concluso al primo posto il campionato World Solar Challenge per auto a energia solare, coprendo la distanza prevista di 3010 km attraverso l’Australia.

Partita da Darwin domenica 19 ottobre, Nuna II ha tagliato il traguardo ad Adelaide mercoledì 22 ottobre stabilendo il nuovo record di 30 ore e 54 minuti e battendo quello precedente di 32 ore e 39 minuti, stabilito nel 2001 dalla versione percedente, Nuna.

La velocità media di Nuna II, soprannominata l’”olandese volante” dalla stampa australiana, è stata di 97 km/h, migliorando anche in questo caso il record precedente di 91,8 km/h di Nuna. Nonostante due gomme a terra, cambiate rapidamente, nel terzo giorno di gara Nuna II ha coperto una distanza di 830 km: nessuno ci era mai riuscito prima in un solo giorno. Nuna ha poi continuato a spingersi ai limiti il quarto giorno e il successivo di arrivo, sfrecciando alla velocità massima di 110 km/h e stabilendo infine un nuovo record mondiale.

Nuna II, l’auto da corsa olandese a energia solare dell’era spaziale, è stata in testa fin dalla partenza. Già prima dell’inizio della competizione, secondo la stampa era la favorita, perché la vettura superaerodinamica, come la precorritrice Nuna nel 2001, sfrutta la tecnologia spaziale avanzata, messa a disposizione del team dal Programma di Trasferimento Tecnologico dell’Agenzia Spaziale Europea, il che potrebbe consentirle, in teoria, di raggiungere la velocità massima di 170 km/h.

La struttura esterna ottimizzata da punto di vista aerodinamico è realizzata con plastiche d’era spaziale per mantenere il bolide leggero e solido. Il corpo principale è realizzato invece in fibra di carbonio, rinforzato sul lato superiore e sui parafanghi delle ruote con fibra aramidica, più conosciuta con il marchio Twaron. Il Twaron è un materiale utilizzato per i satelliti come protezione contro l’impatto con i micrometeoriti e attualmente anche nelle apparecchiature di prestazioni elevate, quali i giubbetti antiproiettile.

La struttura dell’auto è rivestita con le migliori celle solari all’arseniuro di gallio a triplo raccordo, sviluppate per i satelliti. Queste celle immagazzinano fino al 20% in più di energia rispetto a quelle in dotazione a Nuna per la corsa del 2001. Solo alcune settimane prima della competizione, l’ESA ha utilizzato, per la prima volta, lo stesso tipo di celle quando la missione SMART-1, con finalità di carattere tecnologico, è stata lanciata verso la Luna.

Nuna II inoltre monta i Maximum Power Point Trackers, piccoli dispositivi in grado di garantire un ottimo bilanciamento tra la potenza derivata dalla batteria e dalle celle solari, anche in condizioni poco favorevoli come per esempio in presenza d’ombra o di nubi. Sono molti i satelliti che hanno a bordo questi dispositivi: ad esempio la missione Rosetta dell’ESA, destinata a raggiungere la cometa Churyumov-Gerasimenko, il cui lancio è previsto per febbraio 2004.

Nuna II è stata realizzata da un team di 12 studenti delle università di Delft e Rotterdam. Per completare la loro missione, gli studenti hanno raccolto un impressionante gruppo di sostenitori. L’ESA non ha solamente fornito l’assistenza tecnica attraverso il suo Programma di Trasferimento Tecnologico, ma ha offerto anche supporto generale tramite l’Ufficio Educazione, diretto dall’ex astronauta dell’ESA, Wubbo Ockels, che ha rivestito il ruolo di consulente del team. Sempre Ockels nel 2001 ha guidato Nuna alla vittoria, la prima auto a energia solare con “radici” nello spazio.

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