Rosetta e XMM-Newton all'osservazione di Deep Impact

Pat Rawlings Concept
L'impatto della sonda della NASA Deep Impact
22 Giugno 2005

Deep Impact, impatto profondo, un nome quanto mai azzeccato per il veicolo spaziale della NASA che, secondo i piani, colpirà, il prossimo 4 luglio, il nucleo di una cometa. La sonda europea Rosetta e il telescopio spaziale XMM-Newton osserveranno lo scontro fra Deep Impact e la cometa Tempel 1.

Dal veicolo partirà un proiettile di 372 kg, alla velocità relativa di 37.000 km/h. Munito di una punta di rame a forma conica, il proiettile scaverà nel nucleo della cometa un cratere grande come un campo da calcio e profondo una cinquantina di metri, dal quale scaturirà un getto di gas e frammenti solidi. L’obiettivo di Deep Impact è la cometa 9P/Tempel 1, una cometa periodica, che si muove in un’orbita ellittica intorno al Sole, fra Marte e Giove, in un periodo di 5 anni e mezzo. Si stima che il nucleo della cometa, scoperta dall’astronomo tedesco Ernst Tempel nel 1867, abbia una forma piuttosto allungata, una sorta di patata di quattordici chilometri per quattro.

Un po’ come bambini disubbidienti e dispettosi, le comete sono piccoli corpi celesti che appaiono nel cielo notturno, offrono il loro spettacolo durante alcune settimane e poi spariscono. Alcune tornano –sono quelle periodiche, come la Tempel 1- mentre altre non si fanno più vedere. Per descrivere le comete, l’atronomo americano Fred Whipple coniò, nel 1950, la definizione di “dirty snowball”, palla di neve sporca. In effetti, le comete sono formate da un nucleo fatto da gas congelati, acqua, diossido di carbonio, metano, mescolati con frammenti rocciosi.

Capire la formazione della Terra

C’è una gran riserva di queste “palle di neve”, fuori nel sistema solare, oltre Nettuno e oltre Plutone. Quando un nucleo cometario esce dalla sua riserva e inizia a cadere verso il Sole, i gas congelati sublimano, formando la chioma che, in vicinanza del Sole, si prolunga in una caratteristica coda, prodotta dalla pressione della luce e dal vento solare. Le comete sono oggetti antichissimi, resti che risalgono alla formazione del sistema solare. Sono come scrigni pieni di preziose informazioni su quegli eventi, antichi di miliardi di anni. Conoscere meglio le comete ci aiuta a capire la formazione della Terra e perfino l’origine della vita. Per questo gli scienziati sono molto interessati allo studio delle comete.

Rosetta spacecraft
L'instrumento ALICE della sonda Rosetta sará anche usato per il monitoraggio dell'impatto

Nel 1986, anno del passaggio della celebre Cometa Halley, la missione europea Giotto inviò un veicolo spaziale nelle sue vicinanze e, per la prima volta, potemmo vedere il nucleo di una cometa. Stavolta si farà di più. Saremo in grado di vedere la crosta e l’interno di una cometa. Il proiettile di Deep Impact è fatto di rame, un metallo non presente nelle comete, per non interferire con le osservazioni. Sarà di certo uno spettacolo impressionante. Spettatore in prima fila, a cinquecento chilometri di distanza, sarà il veicolo lanciatore Deep Impact,che invierà a Terra, insieme al proiettile, le immagini della scena.

Osservazione con Rosetta e XMM-Newton

Ma le capacità di osservazione del veicolo sono piuttosto limitate e, per questo, si è creata una collaborazione internazionale. Strumenti osserveranno l’impatto da terra e dallo spazio. Fra questi ultimi ci saranno il telescopio europeo XMM-Newton e, soprattutto, il veicolo spaziale dell’ESA Rosetta, in viaggio verso un’altra cometa, la Churyumov-Gerasimenko, sulla quale atterrerà nel 2014. Rosetta si trova in un’ottima posizione per osservare lo scontro fra Deep Impact e Tempel 1.

Dal suo balcone privilegiato, a ottanta milioni di chilometri di distanza, senza nuvole, senza atmosfera, Rosetta assisterà, e ci farà assistere, allo spettacolo. I suoi potenti strumenti d’osservazione stanno già puntando la cometa e la seguiranno anche dopo l’impatto. Fra i suoi quattro occhi, Rosetta dispone dell’unico strumento capace di osservare l’evento nell’ultravioletto, ciò che rende particolarmente prezioso il contributo europeo alla missione Deep Impact.

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