Harmony in volo per la Stazione Spaziale Internazionale

Due dei tre Nodi della Stazione Spaziale, Harmony e Nodo 3, sono stati fabbricati sotto un contratto europeo mentre il Nodo 1 che è stato costruito sotto un contratto NASA negli Stati Uniti
26 Ottobre 2007

Con l’installazione di oggi di Harmony, come è stato ribattezzato il Nodo 2, la missione Esperia e il volo STS-120 dello Space Shuttle Discovery segnano un altro passo nell’assemblaggio in orbita della Stazione Spaziale Internazionale.

Costruito in Europa sotto la guida industriale di Thales Alenia Spazio, grazie a un accordo di scambio tra NASA ed ESA che comprende il lancio per la ISS del laboratorio europeo Columbus a bordo dello Space Shuttle, Harmony è il primo modulo abitabile di costruzione europea a far parte della ISS in modo permanente.

La sua integrazione permanente sulla ISS è un passo strategico fondamentale, che permette alla Stazione Spaziale di accogliere ulteriori ampliamenti, come il laboratorio europeo Columbus e il laboratorio giapponese Kibo, e di estendersi in direzioni diverse dall’asse portante della struttura.

Node 2
Una rappresentazione artistica del Harmony temporaneamente collocato sul meccanismo d’aggancio lato babordo del Nodo 1

“Le sei porte di cui è dotato il Nodo 2 lo rendono molto complesso dal punto di vista strutturale, ” racconta Walter Cugno, Program manager del Nodo 2 per la Thales Alenia Spazio di Torino. “D’altra parte la sua complessità ci ha permesso di ideare e mettere in pratica soluzioni che abbiamo poi utilizzato anche per la realizzazione della Cupola e del Nodo 3”.

Oltre ai due portelloni assiali, infatti, che servono per la connessione permanente alla ISS e per l’attracco dello Shuttle, il Nodo 2 è dotato di quattro porte radiali, situate cioè sulla parte cilindrica della struttura.

“Nella struttura principale delle porte non ci sono elettro-saldature,” spiega Cugno. “Sono invece pezzi unici di 250 kg ottenuti da un enorme forgiato di 3 tonnellate e mezzo. In questo modo la parte più delicata dal punto di vista strutturale non ha giunzioni e le saldature sono lontane dalle aree critiche. La stessa tecnica è stata adottata per la costruzione del Nodo 3 e della Cupola.”

Shuttle docked to Node 2
Harmony

Il Nodo 2 è dotato dei sistemi necessari per la gestione dei moduli attraccati. Attraverso il Nodo 2 passano, oltre alla circuiteria elettronica di servizio e quella necessaria per il funzionamento del Nodo stesso, anche le tubature per la circolazione dell’acqua necessarie al controllo termico, i sistemi di fibre ottiche e i bus per le linee dati dei payload dei laboratori. Per alloggiare questo complesso sistema di interconnessioni sono state sviluppate strutture ad hoc, chiuse da pannelli in grado di resistere ai carichi delle spinte legate al movimento degli astronauti oltre a garantire una certa semplicità di manutenzione ordinaria e straordinaria in orbita.

“Secondo gli accordi fra NASA, ASI ed ESA,” racconta Philippe Deloo, Head of Cupola/Nodes Project Office dell’ESA “dopo lo sviluppo del Nodo 2, l’ESA ha ereditato da ASI la gestione del programma dei Nodi, assumendo la responsabilità diretta per il supporto alle operazioni di terra del Nodo 2 presso il KSC e per le fasi di integrazione e verifica del Nodo 3”.

Inside Node 2
I nodi sono elementi di interconnessione posti tra i vari moduli pressurizzati della Stazione Spaziale

Anche dopo la consegna del modulo alla NASA, il supporto e il coinvolgimento europeo sono rimasti ancora molto elevati. Thales Alenia Space è intervenuta con varie modifiche anche presso il KSC, a causa di alcuni cambiamenti nel programma di utilizzo della ISS da parte della NASA.

“Dal punto di vista della cooperazione internazionale, la gestione del programma dei Nodi ci ha permesso di sviluppare una notevole esperienza,” conclude Deloo. “Abbiamo dimostrato che, a patto di avere la giusta strategia e il corretto approccio, non solo la cooperazione internazionale può funzionare, ma può dare risultati straordinari. A questo punto del programma tutti riconoscono gli sforzi tremendi che sono stati fatti e i risultati di assoluta eccellenza che sono stati raggiunti.”

L’eccellenza europea è confermata anche nella progettazione e nella realizzazione del Nodo 3, che sarà lanciato successivamente. Il Nodo 3, visivamente identico a Harmony, è dotato di tutte le funzioni per il supporto attivo della vita di bordo (controllo atmosferico, rimozione del biossido di carbonio, generazione di ossigeno, riciclo e produzione dell’acqua), che consentiranno di portare a sei membri l’equipaggio permanente della ISS.

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