Secondo contatto via radio tra Paolo Nespoli e gli studenti italiani

Paolo Nespoli uses communication system on the Shuttle flight deck
1 Novembre 2007

È stato stabilito ieri mattina intorno alle 8.33 il secondo dei due radiocontatti dell’astronauta dell’ESA Paolo Nespoli con gli studenti italiani, nell’ambito dell’esperimento ARISS, che fa parte del programma congiunto ESA-ASI di attività didattiche per la Missione ESPERIA.

Questa volta sono stati coinvolti circa 300 fra ragazzi e ragazze di 16-18 anni del Liceo Scientifico Galilei di Civitavecchia e dell’ITI-LST “Mottura” di Caltanissetta. Seguendo lo stesso schema del contatto di due giorni prima, gli studenti di Civitavecchia e di Caltanissetta si sono alternati nel porre domande a Paolo Nespoli, che ha risposto con la consueta intensità.

“Con l’evento di oggi gli studenti italiani partecipano in prima persona a una collaborazione internazionale tra ESA, ASI e NASA, naturalmente con il supporto di ARISS,” osserva Sylvie IJsselstein, rappresentante dell’Human Spaceflight and Exploration education programme. “Tutti noi abbiamo lo stesso scopo: aumentare la consapevolezza dei giovani al riguardo della ricerca spaziale e della tecnologia, ma soprattutto fornire loro la spinta a sognare nuove imprese e sfide nello spazio.”

Quando Nespoli si è messo in comunicazione, appena un’ora più tardi, con il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, ha voluto ricordare il collegamento appena chiuso con gli studenti.

Students talk to Paolo Nespoli during the ARISS contact
Students talk to Paolo Nespoli during the ARISS contact

“Questo collegamento con i giovani e la scuola è una cosa splendida,” ha replicato il Presidente Italiano, “e credo che il seme che avete piantato darà presto i suoi frutti. È necessario dare ai giovani la speranza, gli stimoli, i sogni che ci permettono di guardare con fiducia al futuro.”

“Questo collegamento con i giovani e la scuola è una cosa splendida,” ha replicato il Presidente Italiano, “e credo che il seme che avete piantato darà presto i suoi frutti. È necessario dare ai giovani la speranza, gli stimoli, i sogni che ci permettono di guardare con fiducia al futuro.”

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