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La teoria dei fluidi confermata da un esperimento spaziale a bordo di Foton
ESA PR 29-2007. Nella ricerca scientifica grande è la soddisfazione quando una teoria è, alla fine, supportata dai risultati sperimentali. Questa settimana è stata la volta di un gruppo di ricercatori italiani e statunitensi, che hanno ricevuto conferma preliminare di una teoria decennale da parte di un esperimento sulla scienza dei fluidi che attualmente sta orbitando intorno alla Terra a bordo di una navicella Foton-M3. Sebbene il Foton sia stato lanciato solo una settimana fa, gli scienziati sono già molto soddisfatti dei dati che hanno fin qui ricevuto dal loro esperimento GRADFLEX (GRAdient-Driven FLuctuation EXperiment). I primi risultati sono qualitativamente consistenti con le dettagliate predizioni teoriche fatte nel decennio precedente.
Tutti i liquidi sperimentano piccolissime fluttuazioni nella temperatura o nella concentrazione come risultato delle diverse velocità delle singole molecole. Queste fluttuazioni sono di solito così piccole da essere estremamente difficili da osservare.
Sebbene la ricerca di partenza coinvolgesse misure a terra, era stato suggerito che le fluttuazioni sarebbero state molto più facilmente osservabili in un ambiente privo di peso. Ora, grazie alla missione Foton, è arrivata l’opportunità di mettere alla prova la previsione, e i risultati ottenuti sostengono in tutto le previsioni precedenti.
Although the early research involved ground-based measurements, it was suggested that the fluctuations would become much more noticeable in a weightless environment. Now, thanks to the Foton mission, the opportunity to test this prediction has come about, and the results completely support the earlier forecast.
Per la gioia del team scientifico, le immagini supportano le previsioni mostrando un grande aumento nelle dimensioni delle fluttuazioni. L’analisi dei dati ha mostrato anche che l’ampiezza delle fluttuazioni in temperatura e in concentrazione aumenta di molto.
“È raro che una missione spaziale sia in grado di confermare una previsione teorica in tempi record come questi,” ha dichiarato Olivier Minster, Responsabile della ESA’s Physical Sciences Unit. “Questi risultati sono importanti perché sono le prime verifiche di effetti previsti.
“Può darsi che i nostri risultati influenzino altri tipi di ricerca in microgravità, come la crescita dei cristalli. La nostra ricerca può persino portare a qualche nuovo spin-off tecnologico,” sostiene il Professor Giglio.
GRADFLEX è uno dei 43 esperimenti scientifici e tecnologici dell’ESA a bordo della missione Foton-M3, della durata di 12 giorni. Secondo i piani, la missione dovrebbe terminare il 26 settembre, quando la capsula per il rientro atterrerà in Kazakhstan. Gli esperimenti saranno riportati presso le istituzioni che li hanno progettati, dove i dati saranno attentamente analizzati nel corso dei prossimi mesi.
Per ulteriori informazioni: Olivier Minster Head of ESA's Physical Sciences Unit Human Spaceflight, Microgravity and Exploration Programme +31 71 565 4764 Olivier.Minster@esa.int
Stefano Mazzoni
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