ESAESA Notizie Locali Italia
   
Chi siamo
ESA: fatti e cifre
Alcuni approfondimenti
La Stazione Spaziale Internazionale, L'Europa e l'ItaliaSeguite il lancio di Paolo NespoliLe immagini dallo spazio di Paolo Nespoli con didascalie in italianoColumbus Mission Information Kit (versione italiana)Incubatore d'imprese ad ESRIN per l'ItaliaProgetto Mars500Vega press kitATV Edoardo Amaldi
Astronauti
Il Corpo Astronautico EuropeoVittoriNespoliCristoforettiParmitano
Servizi
CalendarioRSS feedsContattaciIscriviti
 
 
 
Bookmark and Share
 
 
 
 
 
printer friendly page
Ozono artico medio fra il 1979 e il 2011 nel mese di marzo
Perdita record di ozono sull’Artico
 
4 Aprile 2011
Il satellite dell’ESA Envisat ha misurato in marzo dei livelli minimi record di ozono sul settore euro-atlantico dell’emisfero settentrionale.
 
Il record minimo è stato causato da venti insolitamente forti, noti come vortice polare, che hanno isolato la massa atmosferica sul Polo Nord, impedendole di mischiarsi con l’aria alle medie latitudini e generando, così, temperature molto basse.  
 
Arctic temperature field
Le temperature nell'Artico
Durante il mese di marzo questa massa d’aria fredda, colpita dalla luce del sole, ha rilasciato, soprattutto nella parte più bassa della stratosfera, a circa 20 km dalla superficie, atomi di cloro e bromo, prodotti dei clorofluorocarburi (CFC), che distruggono l’ozono.

Lo strato atmosferico di ozono si trova a circa 25 km di altitudine e agisce da filtro solare, proteggendo gli organismi viventi sulla Terra dai nocivi raggi ultravioletti, che possono essere dannosi per la vita marina e aumentare il rischio di cancro della pelle.
 
 
Comparazione dell'ozono nel 2010 e nel 2011
Le temperature stratosferiche nell’Artico mostrano forti variazioni da inverno a inverno. L’ultima volta che si sono registrate temperature stratosferiche insolitamente basse sul Polo Nord è stato nel 1997. I ricercatori stanno tentando di capire perché in questi due anni gli inverni artici siano stati così rigidi e se questi eventi, apparentemente casuali, siano invece statisticamente correlati al cambiamento climatico globale.
 
 
Arctic chlorine measurements
Misurazioni del cloro artico
Mark Weber dell’Università di Brema ha dichiarato: «Le misurazioni effettuate dagli strumenti Sciamachy, MIPAS e GOMOS a bordo di Envisat stanno fornendo informazioni uniche sull’ozono, che aiuteranno i ricercatori a separare cambiamenti chimici e dinamici e ad identificare l’influenza del cambiamento climatico sulla stratosfera. È perciò essenziale che questi strumenti continuino ad effettuare tali misurazioni il più a lungo possibile».
 
 

 
 
L'osservazione della Terra all'ESA
Approfondimenti
Envisat (in inglese)
 
 
 
   Copyright 2000 - 2012 © European Space Agency. All rights reserved.