2002: un anno molto SMART

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2002: un anno molto SMART
17 Gennaio 2002

Il 2001 è stato un anno storico per l’Europa e in particolare per l’Italia. L’italiano Umberto Guidoni è stato infatti il primo astronauta dell’ESA a mettere piede sulla stazione spaziale internazionale. E di costruzione italiana è la maggior parte dello spazio abitativo attualmente sulla Stazione spaziale. Che cosa ci aspetta nel 2002?

Come il 2001, anche il 2002 sarà un anno di attività spaziali molto intense: in questi anni la programmazione dell'ESA è in piena maturazione e una serie di missioni si avvicinano all'inizio della loro vita scientifica.

L'evento più imminente è il lancio di Envisat, il satellite scientifico dedicato all'osservazione complessiva del nostro pianeta: oceani, atmosfera, ghiacci, terre emerse. Envisat sarà in grado di fare un vero e proprio check-up del pianeta, insegnandoci, almeno speriamo, a conoscerlo e a rispettarlo di più. In agosto sarà poi lanciato un satellite meteorologico: il primo Meteosat di II generazione.

Per quanto riguarda l'astronomia, in ottobre sarà lanciato il satellite Integral, un satellite dedicato all'esplorazione dei misteri più fitti, degli angoli più remoti dell'universo: raccoglierà la radiazione più energetica, i raggi gamma, emessi nei processi più violenti del cosmo, come i buchi neri dei centri galattici.

Anche la missione Rosetta si appresta a vivere un anno molto intenso: destinata al lancio all'inizio del 2003, dopo un viaggio di ben 8 anni osserverà da vicino una cometa, quando ancora la cometa sarà cosi' lontana dal Sole da non possedere ancora una coda. Il 2002 sarà l'anno in cui Rosetta dovrà passare tutti i test prima di essere portata sulla rampa di lancio, nella Guyana Francese.

View of the  Moon seen Apollo 17
La Luna vista da Apollo 17

E nel 2002 si tornerà anche a parlare di Luna. Il nostro satellite deve ancora dirci qualche cosa di nuovo?

In generale un corpo astronomico non smette mai di rivelarci qualcosa circa la propria struttura o la propria nascita. Pensiamo a quanto poco ancora si sa sull'origine della stessa Luna, che secondo le ultime ricerche sembra che sia nata da un fortissimo impatto di un enorme asteroide con la Terra già formata.

L'Europa non ha mai lanciato prima d'ora una missione dedicata all'osservazione del nostro satellite, compito che spetterà invece alla sonda SMART-1: sarà dunque una prima volta. Ma tra i compiti di SMART 1, la missione europea per la Luna, c'è anche quello di costituire un banco di prova per un sistema di propulsione diverso da quelli usati finora: la propulsione ionica, un sistema di propulsione che sarà utilizzato in una missione futura, la Bepi-Colombo, per esplorare Mercurio, il pianeta più vicino al Sole.

"Propulsione ionica" è un'espressione che ricorda Star Trek. Di che si tratta?

SMART1 ha un motore che non funziona a propellente chimico, come quelli a cui siamo abituati a vedere sulle rampe di lancio. La spinta del motore di SMART1 è invece ottenuta con un meccanismo particolare.

Innanzi tutto SMART-1 viene alimentato dall'energia solare, grazie ai suoi pannelli. L'energia solare è usata per accelerare degli elettroni, che urtano contro atomi di Xenon, un gas nobile, e lo ionizzano. Gli atomi di Xenon ionizzati hanno una carica positiva e vengono accelerati da una differenza di potenziale, ed espulsi dall'ugello del razzo. La spinta dei motori è di circa 70 milliNewton, una spinta molto piccola, equivalente alla forza esercitata da un foglio di carta tenuto sospeso sul palmo della mano. Ma è una spinta minuscola che rimane constante per mesi e mesi: la propulsione ionica è conveniente quando si ha bisogno di una spinta costante per lungo tempo. In questo modo si raggiungono velocità maggiori che non attraverso una spinta a propellente chimico, come nel caso della partenza di un lanciatore: i motori a propulsione ionica sono 10 volte più efficienti di quelli standard.

Vittori during astronaut training in Russia
Roberto Vittori

Un pianeta che certamente vive di suggestioni fantascientifiche è Marte, che sembra destinato a essere la prossima conquista dell'uomo. Quanto dobbiamo aspettare ancora?

Ci vorrà ancora un po' ti tempo, almeno quindici-venti anni. Ma presto su Marte arriverà la missione dell'ESA Mars Express, che nel corso del 2002 vivrà una fase cruciale della sua preparazione per essere poi lanciata nel 2003 e che, una volta giunta su Marte, lascerà cadere sul suolo del pianeta rosso un piccolo robot, il Beagle2. D'altra parte per arrivare su Marte occorre risolvere una serie di problemi di enorme importanza: il primo dei quali è garantire che un equipaggio sia in condizioni di arrivare sul pianeta in ottime condizioni fisiche. Da questo punto di vista l'esperienza che stiamo facendo con la stazione spaziale internazionale è fondamentale: la Stazione Spaziale nel 2002 sarà in una fase realmente operativa, con decine di esperimenti scientifici, molti dei quali proprio volti a comprendere in modo profondo gli effetti dell'assenza di gravità sull'organismo umano.

Nel corso del 2002, la stazione sarà visitata da almeno altri due astronauti europei: l'italiano Roberto Vittori, che è stato assegnato a una missione Soyuz Taxi, a bordo della navicella russa Soyuz, in aprile, e subito dopo il francese Philippe Perrin, che arriverà sulla stazione spaziale a bordo di uno shuttle della NASA.

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