Colate di lava su Venere osservate con occhi italiani

Venus Express in orbita intorno a Venere (impressione artistica)
13 Aprile 2010

Per la prima volta, gli scienziati hanno rilevato chiari segni di colate di lava recenti sulla superficie di Venere. Le osservazioni rivelano che su Venere apparvero dei vulcani eruttivi in un periodo compreso tra alcune centinaia di migliaia e 2,5 milioni di anni fa.

Ciò suggerisce che il pianeta possa essere ancora geologicamente attivo, facendo di Venere uno dei pochi mondi nel nostro sistema solare che sia stato vulcanicamente attivo nel corso degli ultimi 3 milioni di anni.

La prova giunge dalla missione Venus Express dell'Agenzia Spaziale Europea, che si trova in orbita intorno al pianeta dall'aprile 2006, e utilizza uno strumento scientifico, chiamato VIRTIS, che è stato sviluppato per larga parte in Italia.

Lo strumento VIRTIS

VIRTIS è l'acronimo di "Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer" e lo strumento viene utilizzato per la mappatura spettrografica dell'atmosfera e della superficie di Venere nella lunghezza d'onda del vicino infrarosso. Costruito inizialmente per l'uso nella missione cometaria dell'ESA "Rosetta", lanciata nel marzo del 2004, lo strumento VIRTIS è stato ulteriormente sviluppato e adattato per Venus Express. Si avvantaggia del fatto che nella banda del vicino infrarosso esiste una cosiddetta "finestra" grazie alla quale l'altrimenti densissima e impenetrabile atmosfera di Venere diventa più trasparente, in modo da permettere le osservazioni della superficie di Venere dallo spazio. L'atmosfera di Venere è composta principalmente da biossido di carbonio, che genera una temperatura superficiale abbastanza alta da fondere il piombo, e una pressione superficiale 90 volte maggiore di quella terrestre.

Il calore sulla superficie di un vulcano su Venere

Gli scienziati definiscono Venere il pianeta gemello della Terra a causa delle similitudini nella grandezza, massa, densità e volume. Essi deducono che entrambi i pianeti abbiano condiviso una comune origine, formandosi nello stesso momento circa 4,5 miliardi di anni fa. Venere è anche il pianeta sul quale è stato scoperto l'effetto serra. Precedenti missioni con sonde spaziali avevano rilevato accenni di attività geologica su Venere, ma finora non c'erano state informazioni su quando quest'attività aveva avuto luogo e se Venere potesse essere ancora attivo.

Sono i vulcani su Venere attivi?

Con l'aiuto dei dati forniti da VIRTIS, una squadra scientifica internazionale, guidata da Sue Smrekar, una scienziata che lavora presso il Jet Propulsion Laboratory del California Institute of Technology di Pasadena, negli Stati Uniti, potrebbe ora notare differenze di composizione confrontate con il paesaggio circostante in tre selezionate regioni vulcaniche di Venere. Flussi di lava relativamente "giovani" (in termini geofisici) sono stati identificati dalla loro emissione di radiazione infrarossa. Le superfici relativamente fresche e inalterate di queste regioni sembravano ardere nelle immagini di VIRTIS visto che irradiavano una gran quantità di calore, mostrando chiari segni di vulcanismo geologicamente attivo sul pianeta. Queste osservazioni hanno suggerito che Venere sia ancora oggi capace di eruzioni vulcaniche.

I risultati scientifici sono stati pubblicati nell'edizione dell'8 aprile 2010 della rivista on-line "Science Express". Oltre all'autore principale Sue Smrekar, i risultati sono basati sul lavoro di scienziati negli Stati Uniti, in Francia, Germania e Italia, fra i quali in particolare Giuseppe Piccioni dell'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica (IASF) di Roma, che fa parte dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Giuseppe Piccioni è Ricercatore Principale di VIRTIS, insieme a Pierre Drossart del Laboratoire d'Etudes Spatiales et d'Instrumentation en Astrophysique (LESIA) a Meudon, vicino a Parigi. Altri quaranta Co-Ricercatori da dieci paesi partecipano alle analisi dei dati di VIRTIS.

Lo sviluppo, la calibrazione e i test di VIRTIS, sponsorizzati dalle agenzie spaziali italiana, francese e tedesca ASI, CNES e DLR, sono stati il risultato degli sforzi congiunti di diversi istituti e compagnie scientifiche in diversi paesi europei:

  • Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica (INAF-IASF), Roma
  • Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario (IFSI), Roma
  • Università di Lecce
  • Università di Padova
  • SELEX Galileo, Campi Bisenzio, Provincia di Firenze
  • Laboratoire d'Etudes Spatiales et d'Instrumentation en Astrophysique (LESIA), Meudon, France
  • Institut d'Astrophysique Spatiale, Orsay, Francia
  • Institut für Planetenerkundung, DLR, Berlino, Germania
  • Kayser-Threde, Monaco, Germania.
Venus Express in orbit around Venus
Venus Express in orbita intorno a Venere (impressione artistica)

Sotto la guida degli istituti di ricerca scientifica italiano e francese INAF-IASF e LESIA, la compagnia italiana SELEX Galileo, in precedenza chiamata Galileo Avionica, ha operato come primo contrattista industriale per lo sviluppo, l'integrazione, la calibrazione e i test di VIRTIS per Venus Express, così come aveva già fatto per il suo strumento gemello sulla sonda spaziale dell'ESA Rosetta.

La sonda spaziale dell'ESA Venus Express è stata lanciata il 9 novembre 2005 da Baikonur con un razzo Soyuz-Fregat ed è entrata in un'orbita intorno a Venere nell'aprile 2006. Da allora, VIRTIS ha studiato la superficie di Venere a un'altitudine variabile tra 250 e 65000 chilometri.

Altri spettrometri simili a VIRTIS sono in fase di sviluppo presso la SELEX Galileo per la missione dell'ESA Bepi Colombo, che osserverà la superficie di Mercurio, e, grazie a un accordo fra l'ASI e la NASA, per la missione della NASA JUNO per l'osservazione di Giove.

Per ulteriori informazioni contattare:

Dieter Isakeit, Ufficio Comunicazione ESA-ESRIN
dieter.isakeit@esa.int

Håkan Svedhem, Scienziato del Progetto Venus Express dell’ESA
hsvedhem@rssd.esa.int

Giuseppe Piccioni, Ricercatore Principale di VIRTIS, INAF-IASF
giuseppe.piccioni@iasf-roma.inaf.it

Solange Distefano Pozzuoli, Responsabile dell'Ufficio Stampa SELEX Galileo
solange.distefanopozzuoli@selexgalileo.com

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