Cryosat pronto per il lancio

Cryosat
7 Ottobre 2005

INTERVISTA 32-2005. Tutto pronto per il lancio di Cryosat, il nuovo satellite “ambientale” dell’ESA. Cryosat sarà lanciato sabato 8 ottobre dalla base russa di Plesetsk, a bordo di un lanciatore russo Rockot. Quali sono e ultime notizie dalla base di lancio?

Tutto procede in modo regolare: in queste ore vengono effettuate le ultime prove sul sistema elettrico. Poi si procederà a una prova di lancio. Nei giorni successivi, il lanciatore Rockot sarà rifornito di carburante.

Il satellite Cryosat si trova dal 26 settembre sigillato all’interno del guscio termico protettivo che si trova sulla sommità dell’ultimo stadio del satellite Rockot. Il guscio si aprirà automaticamente solo quando il satellite avrà lasciato l’atmosfera terrestre.

Cyosat fa parte del programma Living Planet, pianeta vivente, dell’ESA. Misurerà i cambiamento nello spessore dei ghiacciai e del ghiaccio delle calotte polari con un’accuratezza mai raggiunta prima. Nel complesso il programma prepara le future missioni satellitari dedicate all’osservazione della Terra che fanno parte del cosiddetto GMES, monitoraggio globale per l’ambiente e per la sicurezza. Insieme al sistema di navigazione Galileo, il GMES è uno dei piani spaziali indicati come prioritari e strategici della Comunità Europea.

I dati raccolti da Cryosat dati sono immagazzinati ed elaborati a Kiruna, la stazione di terra dell’ESA in Svezia, mentre il coordinamento degli utenti finali è realizzato via ESRIN: i dati saranno utilizzabili dagli scienziati di tutto il mondo.

Ocean circulation
Circolazione oceanica nel oceano Atlantico

L’atmosfera del pianeta si sta riscaldando e il riscaldamento maggiore ci si aspetta alle latitudini più elevate. Quali sono le conseguenze sull’innalzamento dei mari?

Questo è proprio uno degli obiettivi di Cryosat. Con i dati che raccoglieremo nei prossimi anni speriamo di capire meglio la relazione tra lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento dei mari.

Ragionando in termini intuitivi il legame è ovvio: è stato calcolato che se i ghiacciai artici e antartici si sciogliessero completamente, si stima che darebbero origine a un innalzamento di circa 70 metri del livello del mare.

D’altra parte sappiamo da studi geologici che su tempi di 10 000 anni, sono le fluttuazioni delle calotte polari a provocare variazioni su scala globale del livello dei mari. Da 18 mila anni fa a oggi, per esempio, il livello dei mari è aumentato di circa 90 metri, ma da 5000 anni il livello appare sostanzialmente stabile, anche se nel corso dell’ultimo secolo sembra esserci stato un aumento di circa 10-15 centimetri. Per giustificare un aumento del genere, però, è sufficiente aggiungere agli oceani appena lo 0,5 % dell’acqua che gli oceani scambiano con l’atmosfera e con la terraferma: si tratta di una quantità molto piccola, non necessariamente dovuta allo scioglimento dei ghiacci.

L’innalzamento dei mari, però, è solo una delle conseguenze dello scioglimento dei ghiacci, probabilmente la più drammatica: la semplice immissione di acqua fredda potrebbe comunque alterare le correnti oceaniche. In particolare potrebbe alterare la Corrente del Golfo, che provenendo dal golfo del Messico mantiene la temperature delle coste ovest del Regno Unito circa 4°C più alte di quelle delle coste canadesi.

Questo significa un cambiamento climatico su un’area vasta, con il conseguenze cambiamento di flora e di fauna e con un ovvio impatto anche sulle attività umane.

CryoSat
CryoSat

Dall’idea iniziale al lancio di ENVISAT, il più grande satellite ambientale dell’ESA, sono passati 14 anni. Cryosat è invece un satellite di piccole dimensioni, di costo contenuto, di sviluppo veloce. L’ESA proseguirà su questa strada o si è trattato di una scelta specifica?

Envisat sta dando grandi risultati, ma certamente 14 anni sono troppi per satelliti che, raccogliendo dati scientifici sul clima, di fatto possono influenzare anche scelte politiche.

Dopo Envisat, l’ESA ha deciso di muoversi diversamente, prevedendo una serie di missioni (Earth Explorer Opportunity Missions) che davano l’opportunità di sviluppare e lanciare satelliti a costo relativamente basso, mirati a rispondere a questioni scientifiche “calde”. Come il riscaldamento globale, se mi perdonate il gioco di parole. CryoSat, che è stato ideato e lanciato nel giro di 6 anni, è il primo di questi satelliti.

L’accorciamento dei tempi non è stato possibile solo grazie a una specifica volontà, ma soprattutto all’esperienza accumulate negli anni passati dalle industrie spaziali europee.

Fra l’altro il nuovo approccio dell’ESA promuove in modo significativo la collaborazione industriale, dando un ulteriore contributo allo sviluppo dell’Europa come un soggetto unitario.

Living Planet

Basso costo di Cryosat, dicevamo. Quanto è costato?

Il costo complessivo di Cryosat (satellite, lancio e attività) è di circa 135 milioni di euro. Gli abitanti europei sono circa 380 milioni, per cui al costo di circa 30 centesimi a testa otteniamo una vera e propria messe di dati scientifici sul cambiamento climatico. Per fare un confronto, Envisat era costato (satellite, lancio e attività per 5 anni) circa 2300 milioni di euro, che corrispondono a circa 6 euro a testa.

Questo però non significa che si sia trovato il modo di fare scienza o attività spaziale a basso costo: Envisat è un satellite che osserva il buco nell’ozono, che misura il livello di biossido di azoto in atmosfera, che misura la temperatura superficiale degli oceani, la velocità dei venti: studia, cioè, l’ambiente a largo spettro. Cryosat, invece, è dedicato all’analisi di uno specifico aspetto ambientale: il monitoraggio del livello dei ghiacci perenni del nostro pianeta.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

Il giornalista della Rai, Lorenzo di Las Plassas, passa cinque minuti con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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