La cura del territorio dallo spazio. Se ne parla all'assemblea annuale ANCI

Mappa globale del inquinamento per diossido di azoto in Europa
4 Novembre 2004

Lo spazio, la tecnologia spaziale, i dati da satellite sull'osservazione della Terra entrano nella politica italiana di gestione territoriale, tanto da esser presenti nell'annuale assemblea nazionale e congressuale dell'ANCI.

L'ANCI, l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, in questi giorni (3-6 novembre) impegnata nell'evento, ospita a Genova nei padiglioni della Fiera uno stand dell'ESA con i principali progetti dell'Agenzia Spaziale Europea nel campo dell'osservazione della Terra per la difesa dell’ambiente e la gestione del territorio.

L'utilizzo dei dati satellitari è infatti di grande importanza nella precisione dei riferimenti geomorfologici del territorio, come pure per la comprensione e lo studio dei fenomeni che avvengolo al suolo: dal bradisismo, all'arretramento delle coste marine, dalle inondazioni, alle frane, alla situazione dei ghiacciai e delle acque dolci e salate del Paese, ma non solo.

Sciamanchy, uno dei dieci strumenti di ENVISAT il satellite dell'ESA per lo studio dell’ambiente, ha di recente tracciato, al termine di 18 mesi di lavoro dedicati, una mappa globale dell'inquinamento dell’atmosfera, da cui è ben chiara la situazione in Europa e in Italia. In particolare nella nostra penisola è stata registrata una rilevante presenza di biossido di azoto, un gas prodotto principalmente da fonti antropiche, nella zona della Pianura padana.

Satellite navigation has far reaching applications
La navigazione satellite ha ampie applicazioni

Ma la tecnologia che l'ESA ha messo a punto consente di gestire in maniera razionale il territorio supportando i sistemi di monitoraggio a terra: traffico e infrastrutture stradali possono contare sull'occhio del satellite che può gestire al meglio – con la navigazione satellitare – il flusso dei mezzi di trasporto. Come pure per il traffico marittimo, o su rotaia o per la navigazione aerea interna. Il progetto Galileo di navigazione satellitare europeo, attivo a partire dal 2008, assumerà un'importanza rilevante proprio a livello di capillarità territoriale: grazie a Galileo le autorità civili, come ad esempio la Protezione Civile, possono studiare e approntare piani di intervento (anche nelle emergenze) nella gestione delle aree comunali, provinciali e regionali. Esiste un accordo internazionale per la gestione delle calamità naturali, o causate dall'uomo, definito inizialmente nel 1999 da ESA e dall'Agenzia Spaziale Francese e ora pienamente attivo, che si chiama “Carta Internazionale dei Rischi”: grazie alla cooperazione internazionale di vari enti spaziali e quindi con l'aiuto di diversi satelliti in orbita attorno alla Terra, dietro una specifica richiesta, è possibile seguire le fasi delle calamità per poter prontamente intervenire.

L'importanza dello spazio nella cura del territorio è quindi palese a chi voglia razionalizzare i dati che provengono dal territorio stesso, soprattutto a livello locale. Una ripercussione di questo tipo di gestione si ha poi a livello nazionale nell'interpolazione dei dati del sistema GIS con i dati satellitari. Ad esempio, nell'ambito della cartografia digitale.

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