La spazio parla con i bambini

mISSione possibile question
21 Aprile 2005

Sono circa 200 i bambini di 7- 8 anni arrivati oggi a ESRIN, lo stabilimento italiano dell’ESA, nei pressi di Frascati, Roma. Fanno parte delle classi delle scuole elementari che hanno vinto il concorso “mISSione possibile”. E sono venuti a riscuotere il loro premio: parlare con Roberto Vittori in diretta dallo Spazio, grazie a uno speciale collegamento radio con la Stazione Spaziale Internazionale.

A rendere possibile questa straordinaria avventura è l’esperimento ARISS (Amateur Radio on ISS, Radio Amatoriale sulla Stazione Spaziale Internazionale), che fa parte della sezione didattica del programma scientifico della missione Eneide.

“Quando la Stazione Spaziale Internazionale è passata sopra il Maryland, negli USA” spiega Gaston Bertels, Presidente della ARISS-Europe “gli operatori del Club Radio Station NN1SS di Greenbelt, nei pressi di Washington hanno stabilito un contatto radio diretto con Roberto Vittori. In questo modo abbiamo potuto avere circa 10 minuti a disposizione per parlare con l’astronauta dell’ESA.”

ARISS è un gruppo di lavoro internazionale costituito da società di radioamatori di molti paesi che partecipano al programma della Stazione Spaziale Internazionale.

“A sua volta il Club Radio Station NN1SS era collegato via telefono con lo stabilimento ESRIN dell’ESA” aggiunge Francesco De Paolis (AMSAT Italia), Responsabile scientifico dell’esperimento ARISS a bordo della missione Eneide. Purtroppo la Stazione non passava sopra l’Italia, altrimenti avremmo fatto un collegamento radio diretto tra ESRIN e Vittori”.

La giornata è stata comunque emozionante. I ragazzini sono arrivati verso le 12.00, in autobus, curiosi ed eccitati. Palavano a voce alta, rapidamente. Un breve benvenuto da parte di Simonetta Cheli, Responsabile dell’ufficio di relazioni pubbliche e istituzionali dell’ESRIN e di Elena Grifoni, Responsabile della ufficio per la strategia di utilizzazione ed educazione della Stazione Spaziale Internazionale, poi c’è stato solo il tempo di annunciare quali fra loro sarebbero stati i portavoce durante la chiacchierata prevista con l’astronauta italiano.

“Tenete le dita incrociate,” annuncia a un tratto Stefano Bandessi (ESA), “iniziamo a chiamare la Stazione Spaziale”. Sono le 14.35 e nella sala Magellan dell’ESRIN si levano 200 paia di dita incrociate. In sala scende un silenzio profondo: i bambini si guardano uno con l’altro, scambiandosi sorrisi senza suoni. Dopo pochi minuti di attesa e molti fruscii di interferenza, improvvisamente si sente la voce di Vittori: “Buongiorno, sono Roberto Vittori, mi sentite bene.”

Nel poco tempo a disposizione per il collegamento, Vittori è stato incalzato da una decina di domande: come si vive sulla Stazione Spaziale, se ha nostalgia per i gelati, come si fa a galleggiare nello spazio. Ma i bambini erano interessati anche a come diventare astronauta pur essendo birichini, o a sapere quale sia il pianeta più interessante da visitare e che cosa ci aspettiamo di trovare nel Sistema Solare.

“Oggi l’accesso allo spazio è ancora per pochi, ma la tecnologia è stata pienamente sviluppata,” dice loro Vittori. “Quando sarete grandi, avrete la possibilità di viaggiare nello spazio, se lo volete. Però è necessario studiare, studiare e studiare. Senza dimenticarsi dello sport”.

“Vittori ha oggi 41 anni,” osserva Elena Grifoni, “Più o meno l’età che i bambini che oggi sono a ESRIN avranno intorno al 2030. Il primo uomo o la prima donna a posare il piede sul pianeta rosso potrebbe nascondersi, oggi, proprio fra loro.”

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