Open Day 2012 - Si ripete il successo degli anni scorsi

Giovani spettatori delle scuole primarie e secondarie
4 Aprile 2012

Si è conclusa con grande successo l'edizione 2012 dell'Open Day, le giornate porte aperte dedicate ai piccoli studenti delle scuole elementari e medie che il 27 e 28 marzo scorso hanno avuto l'opportunità di toccare con mano i progetti di ricerca spaziale e le attività spaziali europee.

Oltre 1000 visitatori in totale hanno riempito la sala, durante i due giorni di apertura, con il loro entusiasmo e le loro domande. In ciascuna delle sei sessioni previste, i relatori hanno interagito con il giovane pubblico che si è dimostrato interessato e preparato.

Il programma prevedeva la presentazione, grazie ad animazioni satellitari, immagini del pianeta e sessioni interattive, delle attività spaziali europee, comprese quelle di esplorazione spaziale umana.

Grande emozione infine da parte degli otto giovani della scuola “Martin Luther King” di Roma premiati per i lavori svolti – disegni e temi – dopo la visita all'edizione 2011 dell'Open Day. Potete rivedere lavori e premiazione, nonché due delle sessioni del giorno 27, nei link sulla destra.

Fuori dalla culla

Ettore Perozzi, fisico e divultagore scientifico
Ettore Perozzi, fisico e divultagore scientifico

Nella grande sala gremita di bambini gli incontri di quest'anno hanno avuto un taglio decisamente "interattivo". Accolti da una citazione di Konstantin Tsiolkowsky, il padre dell'astronautica russa, "la Terra è la culla dell'umanità, ma non si può rimanere nella culla per sempre", i giovani partecipanti hanno messo da parte la timidezza e si sono lanciati in domande e giochi di ogni tipo.

La struttura degli interventi era stata pensata proprio a questo scopo, suddividendo gli argomenti in "moduli" dal titolo accattivante e che i ragazzi potevano scegliere liberamente, partecipando così in prima persona alla conduzione dell'evento.

Tra gli argomenti più richiesti, quelli riguardanti la vita sulla Stazione Spaziale Internazionale in cui si è spiegato, con semplici esempi, come l'assenza di peso cambi il modo con cui nello spazio si compiono gesti quotidiani come fare una doccia, pranzare, dormire, giocare. Un modo per introdurre anche il tema di come le lunghe permanenze nello spazio possano aiutare a comprendere le reazioni del corpo umano alle condizioni estreme e utilizzare queste conoscenze per migliorare la vita sulla Terra.

Nello stupore generale ecco comparire sullo schermo un ospite davvero speciale, lo space ranger Buzz Lightyear. Il racconto della sua avventura nello spazio, quando grazie all'aiuto del "vero" Buzz (l'astronauta Aldrin) ha finalmente realizzato il sogno di volare, è servita ad attirare l'attenzione su quel grande e divertente mistero che è il moto orbitale e di come si possa fluttuare leggeri come piume pur viaggiando a 28000 chilometri orari.

La parola passa all'astronauta dell'ESA di nazionalità italiana Roberto Vittori: le sue magistrali videointerviste hanno guidato tutti i presenti nell'osservazione della Terra dallo spazio. Una occasione da non perdere per mettere alla prova l'abilità dei bambini nel riconoscere luoghi a loro familiari, visti da una prospettiva insolita, quella fornita dalle immagini da satellite. L'Italia di notte accesa di tutte le sue luminarie, la geografia del Lazio, Roma e Venezia, lo stadio Olimpico visto con gli occhi di un radar, le grandi piramidi egizie, il deserto del Sahara, i ghiacci dell'Antartide: uno spettacolare viaggio attorno al mondo per comprendere come il godere della bellezza dei panorami vada di pari passo con la necessità di contribuire, dallo spazio come sulla Terra, alla salvaguardia del nostro fragile ecosistema.

Si è assistito dunque a un continuo alzarsi di mani di bambini pronti a rispondere o a chiedere qualcosa, anche perché come in tutti i giochi, c'erano in palio dei premi - i gadget che l'ESA prepara proprio per loro. Il recente successo del razzo Vega con le emozionanti fasi di lancio, il conto alla rovescia, il rombo dei motori e il distacco dei vari stadi, è stato quanto di meglio si potesse sperare come simbolo senza tempo della conquista dello spazio.

La conclusione dell'incontro non poteva non essere proiettata verso il futuro: se è vero che la prima persona su Marte è già nata sul pianeta Terra, allora i marziani siete voi! Una esortazione salutata da un grande applauso di congedo, con i bambini che uscivano dalla sala sulle cui pareti erano stati affissi i disegni dei loro compagni che, dopo aver partecipato all'edizione dell'Open Day 2011, avevano deciso di esprimere così le emozioni suscitate da una visita all'ESA-ESRIN.

Sapete tutto sul piccolo lanciatore Vega?

Marzio Ballini, IB e Marco Castelli, ESRIN
Marzio Ballini, della classe I B della Scuola Media Cardinale Oreste Giorgi di Valmontone

"Ogni volta, vedere la sala così piena di persone che ti guardano e che si domandano cosa tu stia per presentare, se sarà interessante oppure no, mi fa tremare, eppure la voglia di condividere il bellissimo lavoro e la grande sfida di VEGA vincono sempre. E come consuetudine da diversi anni, è un grande onore poter far conoscere VEGA ai bambini ed ai ragazzi." "Mai come quest'anno però l'emozione è doppia perché rivedere le immagini vere vissute poco più di un mese fa di un'eccezionale successo, frutto dell'impegno e della dedizione di uno straordinario team, insieme a ragazzi che domani potrebbero seguire le nostre orme, mi fa battere ancora di più il cuore."

Vega VV01 ready for launch
Vega

"Voglio dedicare un piccolo spazio ai talenti che si sono fatti avanti durante questi due giorni, nei quali mi sono confrontato con oltre 1000 ragazzi. Alla domanda "Similmente ai motori di VEGA, come fa un palloncino, ad esempio, ad andare verso l'alto? E perché poi si ferma e ricade a terra?" ho ricevuto tantissime risposte, ma due hanno vinto questa menzione d'onore" racconta Marco Castelli, ingegnere di sistema, Lanciatore Vega dell'ESA-ESRIN.

Gianmarco Cavallari, della classe V B della Scuola Elementare Bernini di Ariccia risponde così: "Il palloncino si alza verso l'alto per la forza fornita dall'aria compressa in esso che, trovando una via di fuga, spinge verso l'esterno permettendo al palloncino di alzarsi verso l'alto. Il palloncino, dopo aver esaurito l'aria che conteneva, non avendo più spinta, ricade a terra per la forza di gravità".

Marzio Pallini, della classe I B della Scuola Media Cardinale Oreste Giorgi di Valmontone invece ci dice: "Grazie al principio di reazione, ossia come un corpo spostato da un altro corpo. Ad esempio, come un tubo che si muove senza controllo per via del getto d'acqua. Finito il getto, il tubo ricade."

"A tutti noi sta di riuscire a fare sì che questi gioielli in erba diventino il futuro del nostro mondo 'stellare'", ha continuato Marco Castelli.

Quanto ne sai sui satelliti?

Premiazione di giovani studenti
Premiazione di giovani studenti dell'Istituto Comprensivo 'Martin Luther King' di Roma

Presentare in modo vivace, interattivo e possibilmente ludico dei satelliti scientifici di osservazione della terra a dei bambini e alle scuole, in una sede pensata per conferenze scientifiche, dove i bambini devono restare seduti due ore davanti a uno schermo, è sempre una bella sfida per noi. L'approccio usato questa volta, cercando di integrare i racconti (vorrei evitare la parola "presentazioni" in questo contesto) sui lanciatori, l'osservazione del nostro pianeta dallo spazio e i voli abitati (tema sempre di interesse per i bambini), il tutto introdotto con un linguaggio vicino ai bambini, è stato molto apprezzato dalle scuole.

In particolare, il fascino e l'importanza di studiare e osservare la terra dall'alto sono stati raccontati, con parole semplici, da un personaggio affascinante per i bambini, che la terra l'ha vista davvero dallo spazio, e con i suoi occhi: un astronauta (Roberto Vittori), in un video prodotto per l'occasione, che potrebbe essere lo spunto per materiale educativo in video per le scuole.

I bambini sono stati coinvolti in vario modo, sia affidandogli il ruolo di valletti con il microfono, sia chiamandoli sul palco per rispondere ad alcuni quiz relativi a delle immagini della terra e ricevere dei premi. Un momento di panico si è creato quando un terzo della platea si è alzato inaspettatamente, malgrado la presenza e il controllo delle maestre, per un assalto al podio e ai premi rimasti, per fortuna senza conseguenze a persone e cose!

Un altro modo divertente (anche per i presentatori) di coinvolgere i bambini è stato attraverso il conto alla rovescia per un lancio da parte di Marco (Marco Castelli, ingegnere di sistema, Lanciatore Vega dell'ESA-ESRIN), e con una sincronizzazione "corale" delle immagini dell'alba prese da Vittori lungo il volo della ISS, a 3 secondi di intervallo l'una dall'altra.

Abbiamo ricevuto delle domande di attualità davvero sorprendenti per dei bimbi di quell'età, come ad esempio: "Cosa succede ai satelliti alla fine delle loro vita? Restano sempre lì?". È stato anche incredibile sentire l'identificazione di un'immagine radar dal Lazio al primo colpo, da parte di una bambina delle elementari (pluripremiata).

Riproduzione immagini: Conformemente agli articoli 96 e 97 della legge sul diritto d'autore (Legge 22 aprile 1941 n. 633), relativi alla riproduzione, esposizione o messa in commercio di immagini personali, l'evento Open Day all'ESRIN, a Frascati del 27 e 28 marzo 2012 è un evento svolto in pubblico a fini scientifici, didattici e culturali.

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