Su Marte grazie alla collaborazione internazionale

Tithonium Chasma
12 Maggio 2005

INTERVISTA 16-2005. Dopo le dimissioni dell’amministratore della NASA, l’ente spaziale statunitense è stato in parte ristrutturato per far fronte alle nuove sfide. Quale è lo stato dei lavori?

Il presidente Bush, nel gennaio 2004, ha rilanciato in grande stile l’esplorazione robotica e umana del sistema solare.

All’annuncio di Bush sono seguite le dimissione del vecchio amministratore della NASA, Sean O’Keefe, e la nomina di Michael D.Griffin, recentemente confermata e dalla quale ci aspetta un’ulteriore spinta sull’acceleratore.

Parallelamente a una ristrutturazione interna, la NASA infatti ha avviato i lavori di una commissione che in luglio dovrebbe consegnare a Griffin, e dunque al presidente Bush, i risultati della loro analisi, stabilendo un piano molto più dettagliato di quanto non sia adesso.

Quel che è chiaro è che si punta, da parte della NASA, a un ritorno sulla Luna, per poi – entro il 2030 - portare il primo uomo su Marte.

Lo scopo del rapporto di luglio sarà la precisazione di come il programma si dovrà sviluppare. In questo momento ci sono diversi punti deboli, dovuti alla sovrapposizione delle gestioni NASA: per esempio si vuole “terminare” il programma di voli Shuttle entro il 2010, ma il nuovo veicolo per voli umani della NASA è previsto solo per il 2014. Ci sarebbero 4 anni di “vuoto” che dovranno essere colmati. Probabilmente, dunque, lo Shuttle dovrà continuare a volare. Oppure si dovrà accelerare la messa a punto del nuovo veicolo spaziale. Nel frattempo il ritorno al volo dello shuttle è slittato alla seconda metà di luglio per nuove revisioni.

Infine per il 2016 dovrebbe terminare il programma relativo alla stazione spaziale internazionale.

Il punto, oggi, è come sfruttare queste risorse nel modo migliore.

Aurora, il programma de esplorazione del sistema solare dell'ESA

Il programma di Esplorazione della NASA ha riacceso il dibattito sul tema della cooperazione internazionale in merito all’esplorazione spaziale. Quale è la posizione dell’Agenzia Spaziale Europea al riguardo?

Il tema della cooperazione è tanto cruciale da essere stato discusso in tre congressi internazionali nel giro di 6 mesi.

L’ultimo, organizzato da Agenzia Spaziale Europea e Agenzia spaziale Italiana, si sta tenendo dal 3 al 6 maggio presso l’Abbazia di Spineto, vicino a Siena e vi stanno partecipando, fra le altre agenzie, anche la NASA e la JAXA, l’Agenzia spaziale Giapponese.

In generale c’è un notevole accordo sulla necessità della cooperazione. Tuttavia uno dei punti critici è che il piano statunitense non è chiaro dal punto di vista operativo. È lecito, dunque, chiedersi quali saranno gli spazi reali di cooperazione.

Da questo punto di vista l’ESA sta esaminando in modo molto attento la possibilità di sviluppare un piano spaziale in buona parte autonomo, per esempio realizzando un veicolo spaziale abitabile in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Russa. Ma vale la pena ricordare che anche il Giappone sta progettando di stabilire una base sulla luna, preceduta da diverse spedizioni robotiche. Oltre al fatto che un astronauta giapponese sarà presente a bordo del primo volo dello Shuttle dopo il disastro del 2003.

The outermost research laboratory in the world: The ISS
ISS

Quali sono i punti fermi europei?

L’ESA si sta preparando per discutere un piano serio e dettagliato per il prossimo dicembre, in occasione dell’incontro del Consiglio dell’Agenzia, il vero e proprio governo dell’ESA, a cui spetta delineare i grandi indirizzi della politica spaziale europea.

I punti fondamentali, almeno per quanto riguarda il tema dell’esplorazione del sistema solare, riguardano:
a) la messa a punto dell’utilizzo della Stazione Spaziale Internazionale dal punto di vista scientifico e tecnologico;
b) la definizione di missioni scientifiche per la Luna, sia per quanto riguarda le osservazioni della superficie lunare con un satellite lunare, un orbiter, che per quel che riguarda un atterraggio robotico con un lander. Al quale l’Agenzia spaziale Italiana si è detta molto interessata;
c) la definizione di missioni robotiche destinate all’esplorazione del pianeta rosso;
d) infine, la definizione di una missione di dimostrazione tecnologica, che preveda l’aggancio di due navicelle spaziali in orbita.

L’ultimo punto è cruciale in vista di una possibile missione umana su Marte: tutti i profili di missione sviluppati fin qui non prevedono il lancio di un’astronave a terra, ma prima un assemblaggio in orbita, poi un successivo trasferimento di equipaggio e una partenza per la missione.

International Charter Space and Major Disasters
Charter per la gestione dei disastri naturali

L’India prevede di lanciare una spedizione per la Luna entro il 2008, mentre la Cina è divenuta da poco tempo il terzo paese, dopo Russia e USA, ad aver portato in orbita, con un proprio razzo vettore, un astronauta. Che ruolo avranno queste due nuove potenze spaziali?

È opinione diffusa che nell’ambito di una collaborazione internazionale per l’esplorazione del Sistema Solare non si possa e non si debba fare a meno del contributo di paesi come Cina e India.

E d’altra parte l’ESA ha già una notevole esperienza di collaborazione con entrambi i paesi.

Per l’India, basi pensare alla Charter per la gestione dei disastri naturali: l’ISRO, l’ente spaziale indiano, è stato tra i primi firmatari della Charter.

Per quanto riguarda la Cina, che dal canto suo ha collaborato in passato sia con Russia che con USA, l’ESA ha acceso una forte collaborazione per il progetto di navigazione satellitare Galileo, oltre ad aver messo sviluppato due satelliti scientifici (Double Star) per lo studio dell’ambiente magnetico terrestre e della sua interazione con le particelle del vento solare.

In definitiva, non solo c’è spazio per la collaborazione internazionale, ma la collaborazione internazionale può essere essa stessa uno degli obiettivi del programma di esplorazione del sistema solare.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

Il giornalista della Rai, Lorenzo di Las Plassas, passa cinque minuti con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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