Telemedicina satellitare – progressi e progetti

Telemedicine allows patients to be 'visited' in their own homes
14 Luglio 2004

ESA è sempre più vicina all'istituzione di un programma di telemedicina via satellite grazie agli esiti di un incontro costruttivo con esperti qualificati del settore che si è svolto all'ESRIN nei primi giorni della settimana scorsa.

Lunedì 5 luglio, ESRIN (European Space Research Institute) lo stabilimento italiano dell’ESAha ospitato un simposio di una giornata allo scopo di valutare lo stato di avanzamento dei lavori e i loro risultati, nonché di definire le fasi successive del programma.

Alla riunione partecipavano i rappresentanti dell’Organizzazione mondiale della Sanità e del settore industriale, ma anche medici e amministratori del settore sanitario. La linea dell'ESA prevede infatti il massimo coinvolgimento sin dall'inizio sia degli utenti finali sia di ogni altra parte in causa. Durante la riunione, Claudio Mastracci, consigliere particolare del Dierttore Generale dell’ESA, ha ricordato a tutti che “ESA vi sta a sentire”.

L'enfasi posta da ESA sugli utenti finali è visibile anche nella composizione del gruppo di lavoro, quasi interamente formato da professionisti del settore sanitario. Questo gruppo lavora ormai da un anno alla definizione delle basi del futuro programma di telemedicina satellitare dell'ESA. La riunione ha visto interessanti discussioni tra i partecipanti e i membri del gruppo di lavoro. Questi ultimi hanno presentato relazioni sullo stato dei lavori nelle otto aree di telemedicina attualmente allo studio. Le aree prese in esame sono:

  • Interconnettività per i servizi sanitari
  • Servizi per i cittadini
  • cure a distanza
  • Mobilità
  • Avvisi preventivi in caso di rischio sanitario ambientale
  • Formazione alla eSalute
  • Visione programmatica per la eSalute e la telemedicina satellitare

La telemedicina all'opera

Un certo numero di progetti di telemedicina sono già stati attivati in diversi paesi. Durante la giornata, sono state date dimostrazioni di due progetti pilota finanziati dall'ESA, che sfruttano le telecomunicazioni satellitari. Il primo è un progetto canadese per le visite a distanza. Grazie all'uso del normale televisore di casa e di un kit di monitoraggio sanitario wireless, gli operatori sanitari sono in grado di verificare il livello di salute dei pazienti dal proprio ufficio o persino dal proprio domicilio.

I risultati sinora ottenuti dimostrano che gli operatori sanitari sono in grado di ‘visitare’ da 16 a 20 pazienti al giorno, un netto miglioramento rispetto alle 6 - 8 visite a domicilio precedenti. Questo sistema presenta inoltre netti vantaggi economici dato che rende inutili i viaggi e riduce il numero di documenti da compilare. Le informazioni necessarie vengono infatti trasferite in modo elettronico da paziente a operatore.

Anche i pazienti, particolarmente quelli che vivono in aree remote, traggono vantaggio dal nuovo sistema, che non li costringe più a lasciare la propria abitazione per farsi visitare. L'incremento del monitoraggio ha inoltre fatto diminuire il numero dei ricoveri.

L'altra dimostrazione ha presentato un'ambulanza equipaggiata per le emergenze. Il progetto pilota, chiamato NESA, acronimo di Next Generation Emergency Satellite Assistance (Assistenza satellitare di emergenza di nuova generazione), sta per entrare nella fase operativa a Vicenza, in Italia. Questa soluzione consentirà al personale delle ambulanze che prestano soccorso alle vittime di incidenti di inviare informazioni via satellite, comprese le radiografie, a un centro medico di riferimento.

Grazie a queste informazioni il centro potrà effettuare una diagnosi iniziale e inviare il paziente al centro medico più adeguato per le sue condizioni. Questa soluzione permette di risparmiare tempo –vitale in una situazione di emergenza - dato che l'ambulanza può procedere direttamente verso il centro medico adeguato, che viene nel frattempo allertato dell'arrivo del paziente.

Progressi e difficoltà

La telemedicina è un'area nella quale la tecnologia supera nettamente la capacità o la volontà di attuazione. L'obiettivo verso cui tendono i lavori è un servizio di telemedicina globale che garantisca costantemente ai cittadini il miglior servizio e trattamento possibile.

Le telecomunicazioni satellitari possono migliorare notevolmente lo status quo per gli abitanti delle zone più remote, per le situazioni di emergenza e per i passeggeri di aeromobili e imbarcazioni. In tutte queste situazioni, infatti, il satellite è il mezzo migliore, quando non il solo, per garantire la trasmissione di dati in tempo reale. La telemedicina può inoltre contribuire a rimuovere il “digital divide”, la "barriera digitale", e fornire l'accesso a servizi medici di grande qualità e corsi di aggiornamento eccellenti a dottori e operatori sanitari di tutte le aree del globo, attenuando notevolmente le disparità di servizio attualmente esistenti nelle varie regioni del pianeta.

Per raggiungere questo risultato, tuttavia, è necessario valutare, analizzare e risolvere diversi problemi di natura legale, finanziaria, sociale, tecnica e di sicurezza. Neppure l'implementazione di un semplice sistema europeo è esente da considerazioni di questo tipo. È infatti necessario risolvere i problemi di interoperabilità per rendere il programma compatibile con tutti i sistemi utilizzati dai diversi paesi. Infine, bisogna ricordare che questi problemi non possono essere risolti senza una precisa volontà politica.

Il gruppo di lavoro ha preso atto delle varie opinioni raccolte durante il simposio e sta lavorando a un programma operativo di telemedicina satellitare da presentare al Concilio ESA del prossimo anno.

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