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    Vega, un passo avanti

    P80
    9 Giugno 2004

    Un importante passo in avanti è stato appena compiuto per lo sviluppo del lanciatore Vega dell’ESA. Dopo alcuni mesi di lavoro allo Spazioporto europeo, presso l’Impianto dei Propellenti in Guiana (UPG) è stata portata a termine la colata inerte del motore principale del Vega.

    “Gli obiettivi sono stati completamente raggiunti”: così Massimo Epifani, ingegnere della Avio s.p.a. di Colleferro, descrive la complessa operazione della colata inerte, cominciata lo scorso aprile, in Guiana all’UPG. Avio s.p.a., l’industria responsabile per il motore del primo stadio del lanciatore Vega, ha inviato nella Guiana francese una squadra di tecnici e ingegneri per coordinare tutte le operazioni di questo delicato passo nello sviluppo del piccolo lanciatore europeo.

    Il Programma Vega

    Al programma Vega partecipano in tutto sette Paesi membri dell’ESA, tra cui l’Italia che è il principale contribuente e riveste un ruolo maggiore. Obiettivo del programma è quello di realizzare un piccolo lanciatore con tre stadi a propulsione solida e uno stadio superiore a propulsione liquida. Il P80 è l’unico stadio realizzato presso le strutture dello Spazioporto, mentre gli altri arrivano a destinazione per nave, completi e pronti per essere assemblati.

    Il lanciatore Vega, alto 30 metri e con un diametro di 3 metri, porterà in orbita polare carichi utili del peso di una tonnellata e mezzo. Una volta a regime, il primo lancio è previsto per il 2006, questo piccolo lanciatore rappresenterà il perfetto complemento alla flotta ESA, accanto all’Ariane5 per carichi grandi e/o multipli e al razzo Soyuz per i carichi medi. Il Soyuz diverrà operativo dallo Spazioporto europeo dal 2007.

    Il P80, il primo stadio a propulsione solida, è il risultato di uno specifico programma di sviluppo. L’impiego di tecnologia innovativa non riguarderà soltanto il vettore Vega ma sarà anche utilizzata nelle future versioni dell’Ariane5. Queste esperienze, che hanno portato e portano all’innovazione risultando a tutti gli effetti come valore aggiunto, sono il fondamento del Programma Lanciatori dell’ESA e assicurano sviluppo e progresso a lungo termine.

    Il primo stadio P80 è alto 10.5 metri e può conteneer 88 tonnellate di propellente. Quando sarà infine assemblato con gli altri tre stadi – Zefiro 23, Zfiro 9 e AVUM – Vega sarà pronto per il suo primo lancio. Al momento del decollo, il P80 fornirà a Vega una spinta di 300 tonnellate per 106.7 secondi.


    Il collaudo della colata inerte

    P80 team

    L’operazione ha comportato la colata di una mistura non esplosiva – da qui il termine ‘inerte’ – con le stesse densità e caratteristiche del propellente solido che sarà usato per questo primo stadio. La necessità di un collaudo è dovuta al fatto che questa operazione permette una validazione in sicurezza della produzione e delle procedure di colata del P80, prima di passare al propellente reale.

    La campagna di lavori è cominciata lo scorso dicembre non appena tutti gli elementi sono arrivati all’UPG. Sono seguite la sistemazione dell’equipaggiamento e la realizzazione di un test, quindi lo smontaggio e il successivo rimontaggio del mandrino di colata per assicurarsi che tutto fosse davvero efficiente.

    L’OK è arrivato alla fine di marzo e la colata è stata effettuata il 7 aprile. Questo ha comportato il dover ‘cuocere’ il P80 in una fossa per dieci giorni e quindi lasciarlo raffreddare prima di estrarre il mandrino per lasciarsi dietro una colata perfetta. La colata è stata testata accuratamente per permettere alla squadra di tecnici e ingegneri di stabilire se tutto fosse andato bene e comunque di rilevare eventuali difetti.

    Il successo di questi test comporta che la prima colata del motore P80 potrà avvenire il prossimo anno, come stabilito, permettendo i test sulla prima accensione, presso le strutture dello Spazioporto europeo.

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