Vite straordinarie: Il ‘’Perugia Science Festival’’ apre una finestra sulla vita degli astronauti.

Vittori with Expedition 11 crew
Roberto Vittori con i membri dell'equipaggio della Expedition 11 durante la Missione Eneide del 2005
11 Settembre 2007

Dal 6 al 12 settembre, Perugia non più solo città d’arte ma anche città della scienza. Nel suggestivo scenario della città umbra, infatti, si è svolto il Perugia Science Festival, vera e propria kermesse all’insegna della scienza con laboratori e spettacoli, mostre e dibattiti a cui partecipare come semplici utenti o esperti dei vari campi.

Tra i temi centrali dell’evento lo spazio, affascinante mondo che suscita da sempre grande attrattiva e che stiamo imparando a conoscere più a fondo. Dall’ormai storico lancio dello Sputnik sono passati 50 anni, mezzo secolo di scoperte, di indimenticabili traguardi come l’uomo sulla Luna, di sfide e progetti comuni sul futuro della ricerca spaziale. Protagonisti di tutte le imprese sono uomini e donne che dell’estremo viaggio verso l’ignoto hanno fatto il loro mestiere, mettendo fisico e testa a completa disposizione della ricerca scientifica.

Landing ISS
L'astronauta dell'ESA Roberto Vittori

La vita dei professionisti dello spazio, sottoposti per il loro lavoro a condizioni fisiche e psicologiche estreme, è stato argomento di discussione durante la sessione ‘’Perugia chiama Houston’’, svoltasi nella serata di domenica 8 settembre presso la Sala dei Notari. Hanno partecipato al dibattito la Responsabile dell’Osservazione dell’Universo dell’Agenzia Spaziale Italiana, Simonetta Di Pippo, la giornalista scientifica Claudia di Giorgio e i protagonisti principali, gli astronauti: il Colonnello Roberto Vittori, astronauta dell’ESA per due volte a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) con il vettore russo Soyuz e attualmente membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’ASI, ha presenziato l’evento ed è intervenuto per raccontare la sua personale dedizione e quella dei suoi colleghi alla dura vita in microgravità.

Paolo Nespoli al Kennedy Space Center durante il CEIT (Crew Equipment and Interface Test)

In collegamento da Houston, invece, l’altro astronauta dell’ESA di nazionalità italiana, Paolo Nespoli, prossimo alla sua prima missione verso la ISS. Nespoli sta lavorando duramente per prepararsi alla missione Esperia che lo vedrà parte dell’equipaggio dello Shuttle, con il lancio previsto il prossimo 23 Ottobre, e impegnato come specialista di missione nel difficile compito dell’istallazione del modulo di connessione Nodo 2. Oltre all’intensa preparazione per la Missione ASI/ESA Esperia/STS-120, l’astronauta di origine lombarda è stato coinvolto in lunghi periodi di addestramento ed esperimenti dedicati come ISEMSI (Isolation Study for European Manned Space Infrastructures), il primo di realizzazione europea ad investigare su effetti e reazioni psicofisiche in condizioni estreme, attraverso una simulazione di una missione della durata di 28 giorni

Ricerca e tecnologia continuano il loro percorso ascendente verso mete sempre più lontane grazie all’insostituibile contributo dell’essere umano, il cui coinvolgimento professionale cammina di pari passo al carico emotivo di una tale esperienza. Gli astronauti sono dei professionisti competenti, alcuni di loro ormai leggendari protagonisti della storia della ricerca spaziale, ma sono pur sempre degli esseri umani, con il loro carattere, i loro sogni, la loro vita sul Pianeta Terra. Sono, come dice Claudia Di Giorgio, ‘’veri rappresentanti dell’umanità’’, che incarnano il desiderio di conoscenza dei veri scienziati, l’audacia dei grandi esploratori e le paure di ogni uomo comune.

Per ulteriori informazioni su Perugia Science Festival:

http://www.perugiasciencefestival.it

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