Il terzo ATV intitolato a Edoardo Amaldi

Simonetta Di Pippo, Giuseppe Pizza and Enrico Saggese
La conferenza stampa a Roma
16 Marzo 2010

La produzione del Veicolo di Trasferimento Automatico va avanti. Dopo il volo senza problemi del primo ATV, Jules Verne, il secondo, Johannes Kepler, è in via di completamento per essere lanciato verso la fine di quest'anno. Ora il terzo ATV è stato intitolato al pioniere dello spazio e fisico italiano Edoardo Amaldi.

L'europeo ATV ha dimostrato la sua maturità come astronave da carico nel 2008, quando Jules Verne ha completato un volo dimostrativo verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), con un carico di 4,5 tonnellate di cibo, acqua, carburante, rifornimenti e attrezzature, è stato utilizzato come modulo di propulsione per sei mesi per essere poi sganciato e fatto rientrare nell'atmosfera terrestre sopra il Pacifico meridionale.

Le navicelle spaziali ATV sono fondamentali per le operazioni e la logistica della Stazione. Esse sono un'eccellente dimostrazione della capacità europea di creare un'infrastruttura per l'esplorazione e il volo spaziale umano. Il primo ATV è stato intitolato al visionario autore francese di fantascienza Jules Verne, e il secondo ha reso omaggio al matematico e astronomo tedesco Johannes Kepler.

Ugo Amaldi
Un momento della conferenza stampa

"L'Italia è un paese chiave in Europa per la nostra partecipazione alla Stazione Spaziale Internazionale. Dedicando il terzo ATV ad Edoardo Amaldi ricordiamo un grande italiano, ma anche un europeista convinto che ha compreso l'importanza di mettere insieme le risorse e le menti per ottenere risultati importanti," ha detto Simonetta Di Pippo, Direttrice dei Programmi dei Voli Spaziali Abitati dell'ESA in occasione della conferenza stampa tenutasi a Roma presso il Ministero italiano dell'Istruzione, Università e Ricerca alla presenza del Sottosegretario On. Giuseppe Pizza, e di Enrico Saggese, Presidente dell'ASI – Agenzia Spaziale Italiana.

"Rendiamo onore ad uno spirito lungimirante, ad un grande scienziato, ma anche ad un'idea di cooperazione che è il fondamento stesso della Stazione Spaziale Internazionale. L'ATV è il primo esempio in Europa di veicolo spaziale prodotto e avvicina l'Europa un passo di più ai nostri partner."

"Sono lieta che l'Italia esprima l'orgoglio per la sua partecipazione all'ISS che è il riconoscimento delle sue capacità umane ed industriali."

Un padre della ricerca spaziale italiana

Edoardo Amaldi

La proposta di intitolazione è giunta dall'Agenzia Spaziale Italiana ASI. "Ha iniziato a lavorare come fisico nucleare con Enrico Fermi, ha svolto un lavoro pionieristico nell'ambito dei raggi cosmici e nel nuovo campo della fisica delle particelle, divenendo un punto di riferimento italiano nella scienza nucleare", ha detto Enrico Saggese, Presidente dell'ASI.

"Amaldi è stato uno dei pochi che negli anni del dopoguerra hanno svolto l'azione di mettere in moto un processo che ha condotto prima alla fondazione dell'ESRO, e in seguito a quella dell'ESA. È unanimemente riconosciuto che l'inizio della visione che dagli anni '50 mirava a una unificata capacità europea di esplorazione dello spazio è in gran parte dovuta a un gruppo di eminenti scienziati europei, ed Edoardo Amaldi era un nome di spicco fra loro." Edoardo Amaldi è stato una figura leader della scienza italiana del XX secolo, particolarmente nella fisica sperimentale fondamentale. A Roma, negli anni '30, Amaldi era un membro del gruppo di giovani scienziati (i ragazzi di Via Panisperna) che, sotto la guida di Enrico Fermi, fecero la famosa scoperta dei neutroni lenti che in seguito rese possibile il reattore nucleare. Ha contribuito alla fisica nucleare negli anni '30 e '40 e successivamente ai raggi cosmici e alla fisica delle particelle. Negli anni '70 divenne un pioniere nella ricerca delle onde gravitazionali.

ATV: uno sguardo al futuro

Scenario di missione dell'ARV (Advanced Re-entry Vehicle)

Approssimativamente ogni 17 mesi, l'ATV trasporta 6,6 tonnellate di carico utile verso la ISS in orbita a 400 km sopra la Terra.

Le sue nuove tecnologie possono essere in futuro adattate per lo sviluppo di nuove navicelle spaziali, come il Veicolo di Rientro Avanzato. La parte pressurizzata dell'ATV potrebbe essere convertita in una capsula di rientro in grado di riportare sulla Terra carichi ed esperimenti di valore.

Le capacità dell'ATV potrebbero in seguito essere usate per sviluppare navicelle spaziali per il trasporto di astronauti, infrastrutture spaziali complesse o missioni robotiche per la raccolta di campioni.

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