L’ESA promuove l'uscita europea del film Oceans

26 Novembre 2009

OCEANS, prodotto da Jacques Perrin, s’interroga sull'impatto dell'uomo sulla vita del nostro pianeta e risponde a questa domanda con immagini intense ed emozionanti: « L’oceano? Ma che cos'è davvero l'oceano?».

L’ESA ha sostenuto attivamente la produzione di questo film, mettendo a disposizione la consulenza dei propri esperti di osservazione della Terra e in particolare degli oceani, inclusa una visita esaustiva dello spazioporto europeo a Kourou. Inoltre, le immagini inedite delle distese marine riprese dal satellite Envisat dell'ESA hanno contribuito alla sensibilizzazione sulla problematica e a una scelta mirata dei luoghi di ripresa in tutto il globo.

«Le immagini rimangono il mezzo più potente per arrivare dritti all'anima. E quelle proposte da Jacques Perrin nel suo film sono un inno alla vita e agli oceani – fonti di vita, regolatori del clima, custodi della diversità. Lo spazio è un luogo privilegiato per osservare, comprendere, verificare l'evoluzione degli oceani su scala planetaria. L’oceano e lo spazio, due dimensioni ancora in gran parte sconosciute, rappresentano sia le nostre origini che il nostro futuro» ricorda Jean-Jacques Dordain, Direttore generale dell’ESA.

Una tradizione di impegno per la natura e l'ambiente

Dopo «Il popolo migratore», i cineasti francesi Jacques Perrin e Jacques Cluzaud appassionano di nuovo il pubblico con questa pellicola utilizzando inedite tecniche di ripresa cinematografica, dalle banchine polari ai tropici, dal cuore degli oceani alle tempeste, alla scoperta di creature marine misteriose e pressoché sconosciute. «Filare a 10 nodi nel bel mezzo di un banco di tonni a caccia, accompagnare i delfini nelle loro folli cavalcate, nuotare a distanza ravvicinata con il grande squalo bianco… OCEANS si prefigge esattamente questo, ovvero farci sentire un pesce tra i pesci», spiega appassionatamente Jacques Perrin.

L'uscita nella sale di «OCEANS» è prevista per fine gennaio 2010 in Francia, Belgio e Svizzera, e a seguire in molti altri paesi europei dove sarà in programmazione tra febbraio e maggio 2010.

L'osservazione degli oceani dai satelliti dell’ESA

Sin dal lancio del satellite ERS-1 nel 1991, l’ESA ha reso disponibile alla ricerca oceanografica una serie di dati senza pari, tra cui le misurazioni di livello e temperatura della superficie dei mari, essenziali per una migliore comprensione dell'ecosistema terrestre. Queste informazioni contribuiscono enormemente ad approfondire le nostre conoscenze sui diversi processi in atto, su scala regionale o planetaria. Con il lancio del satellite Envisat nel 2002, il numero dei mezzi a disposizione si è poi notevolmente arricchito, grazie anche alla possibilità di misurare il colore dell'oceano, che consente una caratterizzazione avanzata dei processi biogeochimici globali.

Attualmente, l'ESA ha in programma il lancio di una serie di nuovi satelliti destinati ad approfondire le nostre conoscenze del sistema Terra, che forniranno informazioni sulla salinità degli oceani, sul livello del mare e sull'estensione delle calotte polari. GOCE - la prima di queste missioni – fornirà dati sulla topologia della Terra, un contributo importante per valutare la variazione del livello dei mari e la circolazione delle correnti oceaniche. Vista l'estensione delle zone oggetto di studio e la loro intrinseca inaccessibilità, i satelliti rappresentano spesso per gli oceanografi l'unico mezzo per raccogliere dati in modo regolare e affidabile sulle proprietà degli oceani e sui processi ad essi associati.

SMOS (Soil Moisture and Ocean Salinity), secondo satellite della serie delle missioni di esplorazione della Terra dell’ESA, è stato lanciato il 2 novembre scorso. SMOS sarà il primo satellite al mondo ad occuparsi contemporaneamente della cartografia della salinità delle superfici oceaniche nonché di monitorare i livelli di umidità del suolo su tutto il nostro pianeta.

Monitoraggio operativo degli oceani

Oltre al loro contributo in termini di comprensione fondamentale dei processi oceanici, i satelliti svolgono un ruolo importante per la sicurezza marittima, la protezione dell'ambiente marino e il rispetto dell'applicazione delle leggi. I satelliti dell'ESA, ad esempio, fanno parte di un sistema operativo di rilevazione degli scarichi illegali nelle acque europee, facilitando inoltre il compito dei governi europei per quanto riguarda il controllo della qualità delle acque costiere. Le osservazioni e le misurazioni effettuate servono inoltre a tracciare mappe ufficiali degli iceberg per le spedizioni artiche, a sorvegliare le principali correnti marittime e, ancora, a prevedere il verificarsi di determinate condizioni estreme.

Strumenti indispensabili per la protezione del nostro pianeta

Grazie alle nuove missioni di osservazione della Terra, l'ESA potrà rendere disponibili permanentemente le informazioni ricavate e rispondere così a esigenze diversificate, quali: monitoraggio operativo, ausilio all'applicazione delle normative vigenti, ricerca oceanografica e climatologica, definizione di modelli climatici.

«Gli stati membri dell’ESA hanno messo l'osservazione dallo spazio di oceani, terre, ghiacci e atmosfera, al primo posto delle loro priorità, distinguendosi per questo impegno in seno alle attività delle diverse agenzie spaziali mondiali. Ed è proprio tale priorità a collocare l’Europa alla guida della "crociata" globale volta a comprendere e gestire il cambiamento climatico, al fine di continuare a rendere possibile la vita sul pianeta Terra» conclude Jean-Jacques Dordain.

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