Lo spazio tra la gestione dei disastri e la tutela ambientale

Mappa delle zone affette dal Tsunami
20 Gennaio 2005

INTERVISTA 3-2005. É in corso a Kobe, in Giappone, la Conferenza Mondiale per la Riduzione dei Disastri, a cui l’ESA è presente come osservatore. Che risultati possiamo aspettarci ad questa conferenza per quanto riguarda l’ESA?

L’ESA è presente al meeting come osservatore. Un osservatore particolarmente interessato, perché quando una zona è colpita da un disastro naturale, sono messe a dura prova tutte le sue infrastrutture di terra e le tecnologie spaziali devono provare a venire in soccorso Per quanto riguarda il caso dello Tsunami che ha colpito la regione indoasiatica, sono state individuate due aree specifiche di intervento: la telemedicina e le osservazioni satellitari delle zone colpite dal maremoto.

Più in generale, la buona notizia è che il 28 dicembre a Bangkok si sono messe le basi per dare il via a un sistema di allarme sismico nell’Oceano Indiano. Si tratterà di un sistema di boe galleggianti e di stazioni sismiche, che manderanno i dati raccolti a un satellite che li ritrasmetterà a un centro operativo. In questo caso, il contributo dell’ESA - in collaborazione con Eumetsat - sarà quello di fornire il sistema di raccolta dati che è stato sviluppato in questi anni per i satelliti Meteosat, la serie di satelliti meteorologici europei.

Per il 31 gennaio le commissioni dovrebbero produrre un documento con un piano di azione, in cui si distinguono le varie fasi di implementazione del progetto.

Satellite map of Sri Lanka, Galle area (30/12/04)
Mappa satellitare del Sri Lanka, area di Galle (30/12/04)

Ma in concreto, dopo le prime osservazioni satellitari, l’ESA sta facendo qualche cosa per la gestione della ricostruzione nelle zone colpite dal disastro in Asia?

Sono state intraprese due azioni parallele: la prima rientra nell’ambito del patto stabilito con la sottoscrizione della Carta Internazionale per la Gestione dei disastri, che è stata attivata nei giorni immediatamente dopo la tragedia. Si tratta essenzialmente di attività di osservazione della Terra dallo spazio attraverso, per quanto riguarda l’ESA, i satelliti Envisat ed ERS 2. A questo si aggiungono i dati di archivio disponibili e, soprattutto, l’attività di coordinamento di tutte le osservazioni satellitari di quelle istituzioni o attività commerciali che hanno dato la loro disponibilità per appoggiare la Carta Internazionale. Il coordinamento è stato realizzato attraverso il centro ESA di ESRIN, a Franscati, in Italia.

La seconda azione è di intervento medico sul territorio attraverso tecnologie satellitari, nell’ambito di un progetto che l’ESA sta sviluppando da tempo, il progetto I-DISCARE.

Attraverso un finanziamento della dell’Agenzia Spaziale Francese, l’ESA ha fornito a una azienda indiana di telemedicina tre stazioni trasportabili per la medicina, che vengono oggi utilizzati sulla costa est dell’India, da medici e personale paramedico per comunicare con alcuni ospedali cittadini, tra cui quello di Madras. L’impatto sulle popolazioni raggiunte da questo servizio è chiaro. Tuttavia è altrettanto chiaro che la grande parte della popolazione non può usufruirne.

CryoSat
Cryosat

Secondo i report dell’ONU due terzi dei disastri sono legati alle condizioni climatiche o meteorologiche e, in particolare, ad alluvioni e allagamenti. Quale è lo stato degli oceani e dei ghiacciai del visto dallo spazio?

Nel corso del 2005 l’ESA metterà in orbita un nuovo satellite, Cryosat, dedicato proprio allo studio di questo aspetto: Cryosat misurerà lo spessore di ghiacci, dando agli scienziati la possibilità di comprendere se esiste una relazione diretta tra il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai.

Nel frattempo l’Antartide viene tenuto sotto controllo da Envisat, che fornisce dati, per esempio per il tracciamento degli iceberg, a una serie di utilizzatori, fra cui il NOAA statunitense. In sostanza si cerca di identificare e di seguire gli iceberg più pericolosi sin dalla loro origine, monitorandone gli spostamenti.

Nel Mare di Ross, in particolare, Envisat sta controllando il frazionamento successivo di un enorme iceberg, il cosiddetto B15, che nel 2000 aveva un’area di circa 11 655 km quadrati, una superficie di dimensioni intermedie tra quella dell’Abruzzo (10794 metri quadrati) e quella della Campania (13595 metri quadrati). Un frammento, il B-15A, ha bloccato nei mesi scorsi le correnti oceaniche determinando l’innalzamento del livello del mare all’interno della baia in cui si trova e mettendo in difficoltà le stazioni scientifiche di Stati Uniti e Nuova Zelanda.

Il frammento in questione ha una superficie paragonabile a quella della Valle d’Aosta (2500 km quadrati contro il 3262 della Valle d’Aosta) e si sta dirigendo verso una lingua di ghiaccio che finora è stata considerata "permanente", tanto che appare nelle carte geografiche del continente. Le datazioni effettuate con il metodo del carbonio 14, la danno per esistente da almeno 4000 anni.

È una lingua di 70 km e larga circa 20 km costituita da acqua pura, di origine glaciale e non marina, che si stima abbia uno spessore che va dai 50 ai 200 metri.

Se questa lingua di ghiaccio andasse distrutta ci sarebbero conseguenze importanti?

B-15A 15 Jan
Iceberg B-15A

Al momento non è chiaro. È probabile che svolga un ruolo considerevole nel modificare la rotta dei maggiori iceberg che le passano vicino. Ad ogni modo, quel che ci insegnano questi dati è che i ghiacciai sono in continua evoluzione e che questi cambiamenti coinvolgono superficie e masse d’acqua assai consistenti.

Ci insegnano anche che è fondamentale una tecnica osservativa come quella di Envisat: l’Antartide è coperto da nubi per buona parte dell’anno ed è soltanto attraverso una sofisticata tecnica radio che il satellite ambientale europeo, attraverso lo strumento ASAR, riesce a "illuminare" la superficie di questo continente, a catturarne le onde radio riflesse e a studiarne le caratteristiche.

Nota:

Le interviste

Dal maggio 2000, con cadenza settimanale, RAI NEWS 24 - canale televisivo digitale della RAI dedicato all'aggiornamento in tempo reale - riserva all'ESA uno spazio di approfondimento di 5 minuti: un'intervista su una notizia di attualità legata alle attività nello spazio.

I servizi vengono ritrasmessi ulteriormente su RAI International e RAI 3. Si va dagli approfondimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, alle scoperte scientifiche dei satelliti dedicati all'astronomia, alle applicazioni concrete legate alle osservazioni della Terra dallo spazio.

Il giornalista della Rai, Lorenzo di Las Plassas, passa cinque minuti con il rappresentante dell'ESA, Stefano Sandrelli, per dare un'idea dell'argomento e per approfondirne un aspetto, in modo che, leggendo di seguito le interviste relative a uno stesso settore se ne abbia uno spaccato sempre più ampio, venendo a conoscenza di cose sempre nuove.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a: Simonetta.Cheli@esa.int.

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