Vedere, toccare e annusare lo straordinario mondo di Titano, così simile alla Terra

24 Gennaio 2005

ESA PR 05-2005. Il 14 gennaio la sonda Huygens dell’ESA ha portato a termine la prima storica discesa sulla superficie di Titano, la luna più grande del sistema di Saturno, a 1,2 miliardi di chilometri dalla Terra. La Huygens ha viaggiato alla volta di Titano come parte della Cassini-Huygens, la missione congiunta di Agenzia Spaziale Europea (ESA), NASA e Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

A partire da 150 chilometri di altitudine, sei strumenti multifunzione a bordo della Huygens hanno iniziato a registrare i dati durante la discesa e sulla superficie del pianeta. Le prime valutazioni scientifiche dei dati della Huygens sono stati presentate nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 21 gennaio presso il quartier generale dell'ESA, a Parigi.

"Ora possediamo finalmente la chiave per capire cosa modella la morfologia di Titano," afferma il Dr Martin Tomasko, Responsabile Scientifico dello strumento DISR (Descent Imager-Spectral Radiometer), aggiungendo: “Le prove geologiche di precipitazioni, erosione, abrasione meccanica ed altre attività fluviali indicano che i processi fisici che danno forma a Titano sono molto simili a quelli che avvengono sulla Terra”.

Le spettacolari immagini catturate dal DISR rivelano che Titano presenta una meteorologia e una geologia straordinariamente simili a quelle della Terra. Le immagini hanno infatti evidenziato una complessa rete di stretti canali di drenaggio, che scorrono dalle alture, che appaiono più brillanti, verso le regioni più basse, piane e scure. Questi canali confluiscono in sistemi fluviali fino a sfociare in letti lacustri che mostrano caratteristiche come “isole” e “secche“, notevolmente simili a quelle che si trovano sulla Terra.

I dati raccolti dal GCMS (Gas Chromatograph and Mass Spectrometer) e dal SSP (Surface Science Package) supportano le conclusioni del Dr Tomasko. I dati della Huygens forniscono una prova evidente che su Titano scorrono liquidi.Tuttavia , il fluido in oggetto non è acqua, come sulla Terra ma metano, un composto organico semplice che alle temperature di Titano, inferiori ai -170°C, è presente in forma liquida o gassosa

Oggi i fiumi e i laghi di Titano appaiono secchi, ma potrebbe essere piovuto non molto tempo fa.

I dati di decelerazione e penetrazione forniti dall'SSP indicano che il materiale sotto alla crosta della superficie ha la consistenza della sabbia: forse il risultato di pioggia di metano caduta sulla superficie nel corso dei miliardi di anni, o l’affioramento di liquidi dal sottosuolo.

Il calore generato dalla Huygens ha scaldato il suolo sotto alla sonda e sia lo strumento GCMS che il SSP hanno rilevato esalazioni di metano, evaporato dal materiale in superficie, rafforzando così ulteriormente il ruolo primario del metano nella geologia e nella meteorologia atmosferica di Titano: la formazione di nubi e e di precipitazioni in grado di causare l'erosione e l'abrasione della superficie.

Inoltre, le immagini della superficie riprese dal DISR mostrano dei ciottoli arrotondati sul letto di un fiume in secca. Gli spettri rilevati (colori) indicano che la loro composizione è quella del ghiaccio d’acqua sporco piuttosto che quella di silicati. E tuttavia, alle rigide temperature di Titano, appaiono avere la stessa consistenza delle rocce.

Il suolo di Titano sembra formato, almeno in parte, di depositi precipitati della foschia organica che avvolge il pianeta. Questo materiale scuro viene estratto dall’atmosfera: quando le regioni più elevate vengono dilavate dalla pioggia di metano, si concentra sul fondo dei canali di drenaggio e nei letti dei fiumi, contribuendo così alla formazione delle aree scure visibili nelle immagini catturate dal DISR.

Nuove, stupefacenti prove basate sull'individuazione nell'atmosfera di argon 40 indicano che Titano è stato interessato da attività vulcaniche che non hanno generato lava, come sulla Terra, ma ghiaccio d'acqua e ammoniaca.

Quindi, sebbene su Titano si verifichino molti dei familiari processi geofisici tipici della Terra, la loro chimica è radicalmente diversa. Al posto dell’acqua allo stato liquido, Titano ha metano liquido. Invece di silicati, Titano ha ghiaccio d’acqua. Invece che pulviscolo, l'atmosfera di Titano ha particelle di idrocarburi che si depositano dall’atmosfera e al posto della lava, i vulcani di Titano eruttano ghiaccio a bassissime temperature.

Titano è un mondo straordinario, con processi geofisici simili a quelli della Terra, che vedono però protagonisti materiali molto diversi in condizioni a noi totalmente aliene.

"Siamo entusiasmati da questi risultati. Gli scienziati hanno lavorato senza sosta per l’intera settimana proprio perché i dati che hanno ricevuto da Titano sono elettrizzanti. Ed è solo l'inizio: questi dati terranno infatti impegnati al massimo gli scienziati per molti anni a venire", commenta Jean-Pierre Lebreton, Project Scientist e Mission manager Huygens per l'ESA.

La missione Cassini-Huygens è una cooperazione tra NASA, ESA e ASI, lAgenzia Spaziale Italiana. Il Jet Propulsion Laboratory (JPL), una divisione del California Institute of Technology di Pasadena, gestisce la missione per conto del NASA Office of Space Science di Washington DC. Il JPL ha progettato, sviluppato e assemblato l'orbiter Cassini, mentre l'ESA è responsabile della gestione della sonda atmosferica Huygens.

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