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N° 69–2025: Sentinel-1D del programma Copernicus raggiunge l'orbita su Ariane 6

4 November 2025

La missione Sentinel-1, che fornisce immagini radar per il programma di osservazione della Terra Copernicus, ha un nuovo membro nella sua famiglia di satelliti, con l'arrivo in orbita di Sentinel-1D, l'ultimo della rivoluzionaria prima generazione. Il lancio è avvenuto alle 22:02 CET (18:02 ora locale) di martedì 4 novembre a bordo di un lanciatore Ariane 6 dallo spazioporto europeo nella Guyana francese.

Il satellite è stato posizionato in orbita 34 minuti dopo il lancio e alle 23:22 CET è stato ricevuto il segnale dal satellite: questa "acquisizione del segnale" è un momento chiave in ogni lancio, in cui il team che gestisce la missione a terra può confermare che il satellite è in orbita ed è in grado di comunicare.

La missione Sentinel-1 fornisce immagini ad alta risoluzione della superficie terrestre ottenute tramite un sistema radar ad apertura sintetica (SAR) ogni qual volta sia necessario, con qualsiasi condizione meteorologica, di giorno e di notte. Questo servizio è utilizzato dalle squadre di pronto intervento in caso di calamità, dalle agenzie ambientali, dalle autorità marittime, dagli scienziati del clima e dalla più ampia comunità di utenti dell'osservazione della Terra in tutto il mondo, che dipendono da frequenti aggiornamenti di dati critici.

Simonetta Cheli, Direttore dei Programmi di Osservazione della Terra dell'ESA, ha dichiarato: "Questo lancio a bordo di Ariane 6 è importante per l'ESA, poiché completa la missione Sentinel-1 di Copernicus: presto Sentinel-1D sarà messo in servizio e sarà pienamente operativo, insieme a Sentinel-1C. La continuità del servizio che così viene garantita al programma spaziale dell'UE è fondamentale per affrontare le sfide globali che ci attendono. I cittadini trarranno vantaggio dal contributo che questa missione apporta alla comprensione scientifica del nostro ambiente, fornendo dati radar accurati, affidabili e utilizzabili relativi ai movimenti delle nostre calotte glaciali, ai nostri ecosistemi forestali, ai movimenti del suolo e molto altro ancora".

"Ringrazio tutti i team coinvolti: dal team della missione dell'ESA ai nostri numerosi partner dell'industria europea, tra cui Thales Alenia Space, Airbus Defence and Space e, naturalmente, il nostro partner per il programma Copernicus, la Commissione Europea", ha aggiunto Simonetta.

Il responsabile del progetto Sentinel-1 dell'ESA, Ramon Torres, ha osservato: "Il mio team è lieto di aver raggiunto questo importante traguardo per una missione così rivoluzionaria: è il culmine di molti anni di eccellente lavoro volto a garantire che Sentinel-1 continui a generare immagini radar e dati di alta qualità, rispondendo alle principali questioni scientifiche e alle sfide che dobbiamo affrontare oggi.

"Giunto alla fine del mio percorso professionale, sono profondamente commosso dalla dedizione del mio straordinario team, dagli eccezionali colleghi addetti alle operazioni di volo del centro delle operazioni dell'ESA in Germania e dai team in Italia incredibilmente dedicati alla missione. Insieme abbiamo gestito con successo il lancio di quattro satelliti a bordo di tre dei migliori lanciatori europei, un’impresa a dir poco straordinaria. Finché avremo i sistemi SAR, avremo la possibilità di continuare questo incredibile lavoro".

Tecnologia all'avanguardia per dati migliorati

Sentinel-1D si unirà al suo gemello, Sentinel-1C. Una volta entrato in servizio, sostituirà Sentinel-1A, che è in funzione da oltre 11 anni, ben oltre la sua durata di vita prevista.

I satelliti Sentinel-1D e Sentinel-1C opereranno in tandem, orbitando sui lati opposti del globo, a 180° di distanza l'uno dall'altro, per ottimizzare la copertura globale e la trasmissione dei dati. Entrambi i satelliti trasportano a bordo uno strumento SAR in banda C, insieme a uno strumento AIS (Automatic Identification System), quindi, oltre a catturare immagini ad alta risoluzione della superficie terrestre, la missione migliorerà anche il rilevamento e il tracciamento delle navi nelle zone marittime. Quando Sentinel-1D sarà pienamente operativo, migliorerà le osservazioni AIS, includendo più dati sull'identità delle navi, la loro posizione e direzione di viaggio e un tracciamento preciso. Sentinel-1D e Sentinel-1C sono entrambi compatibili con il sistema di navigazione Galileo e con altri sistemi globali di navigazione satellitare. Inoltre, entrambi i satelliti saranno pronti a supportare la missione Earth Explorer Harmony.

In che modo Sentinel-1 fa la differenza?

La missione Sentinel-1, con il suo primo satellite lanciato nel 2014, ha portato un cambiamento paradigmatico nel modo in cui osserviamo il pianeta, con un approccio sistematico all'acquisizione dei dati e alla creazione di serie temporali di dati radar di alta qualità che coprono gli ultimi 11 anni. Ciò ha contribuito a rimodellare la nostra visione del pianeta Terra, fornendo dati ai servizi pubblici e agli studi scientifici sui cambiamenti del nostro ambiente e del clima. Per esempio, la capacità di Sentinel-1 di penetrare una fitta coltre di nubi consente alla missione di monitorare perturbazioni e sottili cambiamenti nelle foreste tropicali. Il radar ad apertura sintetica della missione fornisce anche informazioni sul cedimento e sugli spostamenti del terreno in tutta Europa, alimentando con dati il Servizio Europeo di Monitoraggio del Suolo (European Ground Motion Service). I dati di Sentinel-1 sono anche complementari ad altri dati delle missioni Sentinel, e sono utili per esempio per promuovere un cambiamento nella nostra capacità di osservare e comprendere il ciclo dell'acqua su scala globale.

Alcuni esempi dell'impatto dei dati di Sentinel-1 includono:

Informazioni sulla missione Sentinel-1 del programma Copernicus

La missione Sentinel-1 è il risultato di una stretta collaborazione tra l'ESA, la Commissione Europea, l'industria, i fornitori di servizi e gli utenti dei dati. Progettata e realizzata da un consorzio di oltre 70 aziende guidate da Thales Alenia Space e Airbus Defence and Space, è un esempio eccezionale dell'eccellenza tecnologica europea.

La missione fa parte della famiglia di satelliti Sentinel di Copernicus, sviluppata dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) per il programma Copernicus della Commissione Europea, la componente di osservazione della Terra del programma spaziale dell'Unione Europea. Supporta l'UE nel contribuire alla ricerca di soluzioni per affrontare le sfide globali comuni.

I dati forniti dalle missioni Sentinel costituiscono la base dei servizi informativi operativi Copernicus, contribuendo alla gestione dell'ambiente, al monitoraggio e alla risposta ai cambiamenti climatici e alla salvaguardia delle vite umane. I dati Sentinel-1 sono disponibili gratuitamente tramite il Copernicus Data Space Ecosystem, che fornisce accesso immediato a un'ampia gamma di dati provenienti sia dalle missioni di Copernicus, Sentinel, che dalle missioni Copernicus Contributing.

Sentinel-1A è stato il primo satellite della serie, lanciato nell'aprile 2014, seguito poi dal lancio di Sentinel-1B nel 2016. La missione Sentinel-1B si è conclusa nell'agosto 2022 dopo aver subito un'anomalia tecnica che lo ha reso incapace di acquisire dati. Il satellite è stato deorbitato con successo e rientrerà nell'atmosfera terrestre entro 25 anni.

Informazioni su Ariane 6

Sentinel-1D è stato lanciato su un razzo Ariane 6, volo VA265, dotato di due booster per questo decollo. Ariane 6 è il lanciatore pesante europeo e un elemento chiave degli sforzi dell'ESA per garantire l'accesso autonomo allo spazio ai cittadini europei. Il suo design modulare e versatile gli consente di lanciare missioni nell'orbita terrestre bassa e quelle destinate ad andare molto più lontano nello spazio profondo. Con un'altezza di oltre 60 metri, Ariane 6 può pesare quasi 900 tonnellate quando viene lanciato con un carico utile completo.

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L'Agenzia spaziale europea

L'Agenzia spaziale europea (ESA) è la porta d'accesso dell'Europa allo spazio.

L'ESA è un'organizzazione intergovernativa, creata nel 1975, con la missione di plasmare lo sviluppo delle capacità spaziali europee e garantire che gli investimenti nello spazio apportino benefici ai cittadini europei e al mondo.

L'ESA conta 23 Stati Membri: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Lettonia, Lituania e Slovacchia sono membri associati.

L'ESA ha instaurato una cooperazione formale con altri quattro Stati membri dell'UE. Il Canada partecipa ad alcuni programmi dell'ESA nell'ambito di un accordo di cooperazione.

Coordinando le risorse finanziarie e intellettuali dei suoi membri, l'ESA può intraprendere programmi e attività che vanno ben oltre la portata di un singolo paese europeo. Collabora in particolare con l'UE per portare avanti i programmi Galileo e Copernicus, nonché con Eumetsat per lo sviluppo di missioni meteorologiche.

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