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Lo spazio sotto

01/07/2026 2 views 0 likes
ESA / Space in Member States / Italy

Cinque esploratori provenienti da tre agenzie spaziali hanno completato con successo il corso di addestramento CAVES dell'ESA in Italia. 

Per due intense settimane, nelle profondità degli Appennini, le grotte sono diventate il loro laboratorio di addestramento. I partecipanti hanno dovuto adattarsi a un mondo sotterraneo sconosciuto che presenta molte analogie con una missione spaziale: isolamento, confinamento e scorte limitate.

I partecipanti all'ottava edizione sono stati l'astronauta dell'ESA Rosemary Coogan, John McFall, membro della Riserva Astronaute e Astronauti dell'ESA e del progetto Fly!, l'astronauta della NASA Tracy Dyson, il candidato astronauta della NASA Ben Bailey e l'astronauta della JAXA Ayu Yoneda.

I partecipanti al corso CAVES 2026
I partecipanti al corso CAVES 2026

Un gioiello tra le grotte

CAVES offre agli astronauti un'opportunità unica per diventare esploratori esperti, sperimentando le condizioni fisiche e psicologiche estreme di un ambiente sconosciuto.

"Questa ultima edizione nella regione italiana del Matese è un piccolo gioiello. Sebbene la speleologia e le tecniche di esplorazione speleologica rimangano i mezzi per raggiungere gli obiettivi della missione, abbiamo aumentato il livello di autonomia dell'equipaggio," spiega Loredana Bessone, Direttrice del corso CAVES.

Attraversando una grotta allagata
Attraversando una grotta allagata

Fin dal primo giorno, i partecipanti formano la loro squadra e crescono insieme. I cinque partecipanti si assumono la responsabilità di decidere i propri ruoli per una spedizione di quattro giorni in una grotta immersa nell'oscurità totale.

Questa edizione ha segnato una prima assoluta nella storia del corso: due donne, Rosemary Coogan e Ayu Yoneda, hanno assunto il ruolo di comandante, mentre John McFall si è unito al team nell'ambito del progetto Fly! per valutare la fattibilità della partecipazione al corso CAVES da parte di astronauti con disabilità fisiche.

Tra le altre responsabilità del team figuravano il coordinamento dello scouting e della logistica. I ruoli sono stati scambiati a metà della spedizione.

John McFall all'interno della grotta
John McFall all'interno della grotta

"Per la prima volta, siamo stati in luoghi completamente inesplorati di questo sistema di grotte, un momento emozionante e di grande rilievo. Questa è stata una delle mie prime esperienze di addestramento davvero fuori dal comune," ha dichiarato Rosemary Coogan, comandante della spedizione, parlando dall'interno della grotta.

Capaci di apprendere rapidamente, resilienti e curiosi, i partecipanti al corso di addestramento si sono adattati alle sfide poste dalla grotta.

"Non adattiamo il corso ai singoli astronauti. Sono loro che devono adattarsi a esso, proprio come farebbero durante una missione spaziale," chiarisce Loredana Bessone.

"L'esperienza CAVES riguarda un gruppo di persone con background diversi che imparano a diventare una squadra sicura ed efficace per spedizioni spaziali rischiose," aggiunge.

Spazio sotterraneo

Prima di entrare nella grotta, l'equipaggio ha appreso tecniche di mappatura speleologica, rilevamento topografico e arrampicata con le corde. Ha inoltre acquisito familiarità con la fotografia sotterranea e il campionamento a fini scientifici.

Cablaggi sotterranei
Cablaggi sotterranei

I protocolli di sicurezza, la pianificazione logistica e la ricerca scientifica sono tutti intrecciati nel tessuto di questo ambiente, analogo a quello spaziale. Come sulla Stazione Spaziale Internazionale, l'equipaggio ha dovuto mantenere in ogni momento la consapevolezza della situazione, tenere traccia di ogni singolo pezzo di attrezzatura e comunicare con la base a terra.

"Gli astronauti sottolineano costantemente le somiglianze tra l'esplorazione delle grotte e i voli spaziali, tra cui le interazioni tra i membri dell'equipaggio, la convivenza in uno spazio ristretto, la gestione delle attrezzature, la fatica e lo stress," afferma Samuel Payler, Vicedirettore del corso CAVES.

Proprio come nello spazio, l'equipaggio segue le procedure, si orienta su un terreno sconosciuto, mantiene i margini di sicurezza e prende decisioni in modo collettivo in un ambiente remoto e impegnativo. "Continuiamo a scoprire analogie che non avevamo nemmeno previsto," aggiunge Payler.

Una volta completato l'addestramento e consolidata la fiducia come squadra, l'equipaggio di cinque persone ha dato il via alla vera e propria esplorazione.

Cosa portare nella grotta

Trasportando tutta l'attrezzatura, l'abbigliamento e il cibo negli zaini, l'equipaggio si è diretto verso il campo base, muovendosi su un terreno in pendenza e irregolare.

Preparativi per il soggiorno in grotta
Preparativi per il soggiorno in grotta

Al campo base, il team ha montato le tende, che sarebbero diventate la loro casa per quattro lunghi e bui giorni.

Hanno utilizzato l'app Electronic Field Book dell'ESA per registrare la mappa della grotta, contrassegnare le aree pericolose, i punti di campionamento scientifico e persino i luoghi in cui avevano lasciato l’attrezzatura da recuperare in seguito.

In superficie, il controllo di missione monitorava i loro progressi grazie a una copia della mappa 3D sincronizzata su un tablet, inviata quotidianamente. Gli esploratori in grotta hanno inoltre inviato le loro osservazioni e le foto alle squadre in superficie e stabilito un contatto, due volte al giorno, utilizzando una linea telefonica rudimentale cablata da loro stessi.

Uno degli obiettivi della spedizione era quello di monitorare i cambiamenti ambientali all'interno della grotta. Tra gli esperimenti scientifici ripresi dalle edizioni precedenti figuravano il campionamento microbico e il monitoraggio dei livelli di radon e anidride carbonica.

Di ritorno dall'oscurità

I cinque esploratori apprendisti sono riemersi dalla grotta stanchi ma euforici per questa esperienza unica nel campo del comportamento e delle prestazioni umane.

"Ci sono così tanti aspetti di questo corso che possono essere applicati allo spazio. Ti spinge a fare cose impegnative e a lavorare in squadra in un ambiente ostile, fuori dalla tua zona di comfort. È proprio questo il senso dell'esplorazione spaziale," ha dichiarato John McFall dalla grotta.

Il percorso che hanno scelto ha plasmato la loro crescita come viaggiatori spaziali e come squadra. "Il mix di avventura, apprendimento di nuove competenze, esplorazione di spazi nuovi e sconosciuti, autonomia e operazioni simili a quelle di un volo spaziale rende questo corso un’ottima ricetta – made in Europe – per la crescita del team e l'autoriflessione, aiutando a preparare gli astronauti a una carriera trascorsa vivendo e lavorando nell'ambiente difficile e rischioso dello spazio," afferma Samuel Payler.

Seguite la loro spedizione speleologica sulla nostra galleria Flickr CAVES e sui social media dell'ESA.